Le storture dell’informazione: la “valanga assassina” sulla Marmolada

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Ecco fatto. Scrivono, per la tragedia verificatasi in Marmolada, commenti come “valanga assassina”. Non “genere umano coglione”. E da oggi, mi raccomando, tutti esperti nel campo dei seracchi, che fino a ieri mattina non sapevamo nemmeno che cos’erano. Noi che abbiamo permesso l’aumento delle temperature fino ad arrivare a punte di caldo anomalo, che ormai le statistiche non considerano più come tali, perché ormai le statistiche meteorologiche si riferiscono a una media stagionale che punta costantemente al rialzo. Non è il ghiacciaio della Marmolada che ha provocato la morte di almeno trenta persone, ma l’intera fattispecie dell’homo sapiens che ha provocato la morte dell’ecosistema. Ma se a Pescara si sono registrati 39 gradi per due giorni consecutivi, cosa volevamo aspettarci, che la Marmolada stesse un fiore? Ci siamo dimenticati bellamente Rigopiano. E il fatto che la montagna, se la tratti male, poi si vendica. Perché non è vigliacca nemmeno lei, si vendica. E “Repubblica” che, dal canto suo, fa un’intervista a Messner che dice che con 10 gradi di temperatura in vetta non è consigliabile salire. Ma certo, e cosa volevano che dichiarasse un esperto di tale portata, che si può andare su senza problemi? Nel 2100 rischiamo di non avere più nemmeno un ghiacciaio. Io non ci sarò più. Voi nemmeno. I ghiacciai manco a dirlo.