Le pulizie di primavera del debunker

Reading Time: 4 minutes

 117 total views,  2 views today

“E’ primavera, svegliatevi bambine!” E a primavera ognuno fa le pulizie. A casa propria, negli ambienti di lavoro, sulla propria rubrica telefonica o sui propri account sui cocial network. E’ proprio vero, l’inverno ha estremo bisogno di un bel repulisti.

Anche i debunker non sfuggono a questa regola ferrea, e giorni fa, sul suo account Twitter, David Puente ha annunciato di aver bannato molti utenti della sua pagina Facebook, anonimi ed “estremamente maleducati”, sempre a suo dire. Ha anche redatto una sorta di policy che i commentatori dei suoi contenuti dovranno seguire alla lettera, pena l’espulsione. Ha poi serenamente annunciato di aver bannato tantissimi “cafoni”, che vanno a sommarsi alla schiera degli “ignobili ed anonimi conigli” di cui al tweet precedente.

Un gran lavoro, non c’è che dire, che meritava senz’altro di essere annunciato con toni trionfalistici, già vorremmo correre lieti ad addobbare i nostri veroni per tutto questo ben di Dio di notizie utili e preziose, ma veniamo frenati da una sorta di infantile pudore: non è che, per caso, siano solo ed esclusivamente affari che riguardano David Puente e nient’altro che lui? No, perché il dubbio, che ha modalità insinuanti di sottoporsi al vaglio delle persone, prima o poi ti viene.

Perché David Puente sente il bisogno non solo di fare tutto questo repulisti (fin qui, ripeto, è una questione che riguarda solo lui), e, addirittura, ne dà una comunicazione “coram populo” (e allora la questione riguarda il pubblico e non afferisce più alla sfera del personale)? Cosa sottende questa dichiarazione “urbi et orbi”? Non lo sappiamo, naturalmente, né ci viene la benché minima voglia di insinuarlo. Quello che è certo è che Puente appare particolarmente teso e determinato a farla finita con questi “conigli” (animali adorabili, finché si tratta di animali).

Un utente di Twitter gli fa timidamente notare, a un certo punto della conversazione, che anche lui ha ricevuto insulti da dei fan di Puente.

Non lo avesse mai fatto! Il debunker lo ha congedato con un “La saluto!” Non si sa, dopo aver scritto queste due parole, che tipo di provvedimenti abbia preso, se l’abbia bannato o se, in misura più mite, lo abbia solo “silenziato”. Certo è che per così poco (cosa aveva mai detto quell’utente? Che anche lui era stato offeso e da dei follower dello stesso David Puente, per giunta, tutto lì), se sono stati presi dei provvedimenti il clima di tensione negli account di Puente deve essere altissimo.

Ma cosa dice questa famigerata “policy” che dovrebbe disciplinare la pagnina Facebook del debunker in questione? Eccola, sono solo poche righe:

Colpisce l’uso dell’aggettivo “retroattivo”. Insomma, queste regole non varrebbero solo dal 25/02 in poi, ma anche per tutti quei commenti che a personale e insindacabile giudizio del padrone di casa, costituiscano insulto, offesa, dileggio, minaccia, razzismo, sessismo e chi più ne ha più ne metta. ANCHE se sono stati prodotti prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.

E’ appena il caso di sottolineare come in un stato democratico e di diritto, una norma non è quasi mai retroattiva. Vige sempre e per tutti che “Fin qui abbiamo fatto così, d’ora in poi si fa colà”. Lo stabilisce anche la Costituzione quando afferma, a puro titolo di esempio, che nessun cittadino può essere condannato per un fatto o evento criminoso verificatosi prima dell’entrata in vigore di una determinata legge. E’ chiaro che se io oggi rubo, ma domani entra in vigore una legge che dice che è reato rubare, io per quel fatto non posso essere punito. E’ un principio sacrosanto.

Insomma, io credo fermamente che chiunque sia ospitato in casa di altri debba attenersi alle regole del padrone. Ma poi succede che un certo Thomas segnala l’opportunità di denunciare un video alla Procura della Repubblica e che Puente, per tutta risposta, gli dia del “bugiardo patentato”:

E dunque? Il padrone di casa mette delle regole retrattive, la retroattività dovrebbe valere anche per lui, ma lui ha il diritto di dare del “bugiardo patentato” a chi vuole, mentre i suoi ospiti dovrebbero starsene zitti e, se del caso, prendere la porta, andarsene e non farsi più vedere? Per carità, liberissimo. Ci sono fior di fumatori accaniti che dicono che in casa loro non si fuma, e hanno il posacenere pieno di cicche, ma almeno che ci sia non dico la prudenza, ma quanto meno l’accortezza di dire “Queste regole non valgono per me”. Così uno lo sa e decide se entrare in quella casa o no.

Insomma, la tensione non è mai ottima consigliera. Specie se si finisce un tweet (in risposta a se stessi, oltretutto) con un “Porca puttana”.