Le maestre dell’asilo di Pistoia lavoravano nel privato. E allora?

In riferimento all’articolo pubblicato il 2 dicembre scorso sull’arresto delle due donne, responsabile e “maestra” dell’Asilo “Cip e Ciop” di Quarrata ho ricevuto un paio di mail e di segnalazioni.

La prima è di un certo “Spamkiller” che farebbe meglio, oltre ad andare in culo, a rendere un po’ di giustizia al proprio nome di battaglia. A parte il suo linguaggio da fogna di Calcutta e la sua grammatica che è anche peggiore, mi ha fatto notare che il personale arrestato non faceva parte di una scuola pubblica ma di una scuola privata.

Ah, beh, certo, allora cambia davvero tutto. Come no, visto che è una scuola privata allora bisogna scarcerarle subito perché non fanno parte di un rapporto di lavoro della Pubblica Amministrazione, sì, sì, come hanno fatto a non accorgersi di questo clamoroso errore? Ma certo che possono rientrare al lavoro (una madre ha già espresso loro una incondizionata solidarietà, segno evidente che non ci si arrende nemmeno davanti alle prove schiaccianti delle riprese delle telecamere, del resto non è un reality show, quindi non può essere vero proprio perché è vita reale e quella non ci interessa, facciano un po’ quel che vogliono, basta che ci lascino il Grande Fratello, se hanno spinto un bimbo di otto mesi nel vomito meritano solidarietà, oh, insomma…

Siamo a questi livelli. Siamo al livello di difendere due persone arrestate perché sospettate (e dimostrate!) di reati gravissimi e di dire che siccome facevano parte di una scuola privata il discorso cambia. Perché, si sa, nella scuola privata tutto è permesso. Si paga e si viene promossi, i professori non vengono pagati perché tanto la loro giusta mercè è il punteggio che potranno far valere (pensa te che culo!) nelle graduatorie dei precari (quelli di ruolo, si sa, sono dei raccomandati, i soliti intoccabili, fannulloni e rompicoglioni che non vogliono fare altro che bocciare i nostri figli, rei solo di non studiare).

La maestra arrestata non era maestra? Era una bidella?? E va beh, e perché, una bidella non può dare da mangiare e strattonare una bambina per i capelli fino a far dondolare il seggiolone su cui è seduta?

“Spamkiller” evidentemente la pensa così, e, come lui, tutto il berlusconismo strenuo difensore del privato a tutti i costi che lui rappresenta. Ed evidentemente la pensano così tanti miei lettori. Che farebbero bene, a questo punto, a cambiare blog. O forse farei bene io a cambiare lettori.

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