Le “Istruzioni per diventare fascisti” di Michela Murgia

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Si fa un gran parlare di questo bel libro di Michela Murgia e del “fascistometro” che lo conclude. E a ragione. Michela Murgia è una brava scrittrice, con un ottimo senso dell’umorismo, che, a detta di Chesterton, in una citazione che la Murgia ama molto, è anche e soprattutto “senso della misura” (della Murgia vi ricordo il vecchio ma esilarante “Il mondo deve sapere”, scopiazzato e trasportato sul grande schermo da Paolo Virzì), dalla scrittura a tratti scarna e asciutta (il suo “Accabadora” è un respiro di sollievo nel panorama desolante delle lettere italiane, pieno di arminute seducenti), teologa fine e intelligente (“Ave Mary” è, prima di tutto, una lezione di metodo su come si scrive un saggio, sia pure destinato al grande pubblico). Queste “Istruzioni per diventare fascisti” sono un gioco gigantesco, un paradosso assurdo, una provocazione continua che tanti (troppi) continuano a prendere tragicamente sul serio. Un rovesciamento totale di prospettive, per cui, sempre per assurdo, il fascismo diventa una forma di governo ben più economica e conveniente rispetto alla democrazia, in cui internet viene visto come un male perché permette di condividere il proprio pensiero (quando per un perfetto fascista non ce ne sarebbe assolutamente bisogno, aderendo più convenientemente al pensiero unico e livellato del capo, destinato a pensare e agire per conto della gente che lo delega), in cui le frasi fatte e gli stereotipi diventano verità assolute a cui aderire pedissequamente (la Murgia, saggiamente, li colleziona e li raccoglie nel “fascistometro”).

E a proposito del “fascistometro”, l’ho compilato anch’io. Ho totalizzato un punto. Sono classificato come un democratico incazzato, ovvero terreno di coltura ideale per il fascismo quello vero (non quello derivante dai paradossi della Murgia), ma questa definizione valeva anche per chi avesse riportato 0 punti. Come a dire che il fascista che è in noi, quali che siano le condizioni di partenza, è sempre pronto ad esplodere come un sozzo bubbone d’un livido paonazzo di manzoniana memoria.

Applausi a Michela Murgia, e voi, razza di infingardi che altro non siete, compratelo (costa solo 12 euro), regalatelo, ma, soprattutto, leggetelo e catapultatevi di sotto dalle risate.

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