Le collette di Roberto Burioni

Reading Time: 2 minutes

 1,135 total views,  1 views today

Ho sempre seguito Roberto Burioni. Nel bene e nel male. Ho alcuni suoi libri, di cui uno inutilmente autografato. Molte volte sono stato d’accordo con lui. Altre volte, semplicemente, no.

Questo è il momento di staccare la spina, se è vero come è vero che il Professore scrive su Twitter:

“Propongo una colletta per pagare ai novax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci.”

Mi dà del “novax” e del “sorcio”, solo perché sono titubante all’ipotesi di vaccinarmi. Se li tenga i soldi di Netflix, posso ancora permettermelo e pagarlo con i soldi che mi guadagno dal mio lavoro. Sempre con gli stessi proventi mi sono comprato una magnifica radio digitale che tengo accesa dalla mattina alla sera e che soddisfa perfettamente i miei bisogni informativi e ricreativi. Non ho bisogno della colletta di nessuno, tanto meno della sua.

Secondo un altro tweet del Nostro sarei addirittura assimilabile a un evasore fiscale.

Sappia il Professore che io le tasse le pago fino all’ultimo centesimo e che non accetto ironie o sconsiderate metafore su questo argomento. E che non mi faccio comprare per uno Spritz consumato al tavolo interno di un bar, o per uno spaghettino alle vongole con il vino bianco ghiacciato ordinati al ristorante. Mangio e bevo benissimo anche a casa mia. Perché io non sono in vendita.