L’assemblea di Wikimedia 2008

Non avevo mai assistito a una assemblea di Wikimedia, la associazione che sovrintende a Wikipedia.Non l’ho fatto neanche questa volta, nel senso che non ci sono andato di persona, ma mi sono divertito a guardare il filmato della lunga riunione (circa 3 ore e 20), zompettando un po’ qua e là per accorciare i tempi morti di una inquadratura fissa che se non fai così ti rompe anche le scatole.

Ero curioso di sentire che cosa avessero da dire, ma, soprattutto, di vedere che faccia avessero.

Volevo vedere in mano a chi fosse il sapere libero in Italia.

E nonho avuto una bella sensazione.

Ragazzi giovani, certo, bravi ragazzi, tutti perfettamente alternativi, talmente anticonformisti da essere conformisti fino al midollo.
Il modello del santone, quello del Nerd, quello della ragazza del santone (o del Nerd), del timidone barbuto con gli occhialini e il maglione di lana stile anni 70, urletti sulla scia di “Un bell’applauso al presidente!!” e il presidente che ribatte “Lo sapete quanto mi imbarazzano queste robe qui”.

Le mozioni sono state tutte approvate a larghissima maggioranza, nessuno era contrario (ovviamente, tutt’al più qualche astenuto…), e tutti erano lì a compiacersi del fatto di aver creato una associazione privata su un principio nobile ed elevato come la condivisione del sapere.

Ed eccoli lì, quelli che partecipano attivamente e magari decidono cosa si può pubblicare e cosa no (non in quanto membri di una associazione, ma come volontari di Wikipedia), quelli che stabiliscono le linee di una associazione culturale che è diventata ormai un punto di riferimento.

Questi non sono i ragazzi di Beppe Grillo, quelli che si attivano sul territorio e cercano di fare qualcosa per migliorare la qualità della loro vita, questi ragazzi hanno in mano la responsabilità di sostenere la divulgazione della conoscenza in Italia.

Sono quelli che pensano che uno statuto, dei soci, un bell’ambaradan di burocrazia, e soprattutto dei soldini da gestire, tanti o pochi che siano, siano indispensabili per liberare la cultura.

E tutto questo è semplicemente inquietante.

Sono disponibili il video e l’audio dell’evento.
(da: www.radioradicale.it, licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/)


Il video:


L’audio:Puoi ascoltare l’evento direttamente dal nostro lettore di MP3 (e ci stai largo!):

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