L’Aquila: Maila ha di nuovo il suo BlackBerry, la gente continua a non avere la casa

Ed ecco la notizia che mancava a riempire il tassello delle scempiaggini del post-terremoto in Abruzzo.

Maila, una ragazzina di 14 anni che vive in una tendopoli perché lei e la famiglia hanno perso la casa (e, a quanto sembra, i genitori sono tutti e due cassaintegrati), si è vista rubare il BlackBerry (una sorta di cellulare-palmare per l’invio di SMS, e-mail, telefonate ed altro…).

Ora, cosa ci facesse una ragazzina di 14 anni con un BlackBerry tra le mani, quando basta il vecchio Nokia della mamma e del papà, sarebbe una cosa interessante da conoscere. Cosa spinga una coppia di genitori a comprare o, comunque, permettere l’uso di un BlackBerry alla figlia, e non dire "Senti Maila, guarda, non mi sembra il caso che tu vada a scuola e in giro con quel coso, quando esci usi un cellulare che ti dànno mamma e papà e poi quando hai 18 anni ti compri quello che vuoi con i tuoi soldini che, magari, ti guadagni lavorando o studiando sodo…".

Fatto sta che a Maila il BlackBerry viene rubato.

La storia ha un po’ il sapore di quei teneri smarrimenti di gattini, cagnolini che si vedono alle porte degli ambulatori veterinari, o furti di qualcosa di affettivamente molto prezioso.

Solo che qui non c’è un cucciolo di pastore tedesco che se n’è andato chissà dove. Qui c’è un BlackBerry di una bambina che vive con una famiglia che ha problemi fin sopra la punta dei capelli.

Cosa succede allora? Arriva il salvatore, il principe azzurro, il cacciatore del bosco, quello che alla fine risolve l’incantesimo. E’ un pensionato di Sulmona che, commosso dalla storia e indignato dal fatto che abbiano potuto portare via un oggetto così caro a una povera bambina che, parlandoci chiaro, poteva tranquillamente farne a meno, pur non essendo ricco a sua volta gliel’ha comprato nuovo.

"Allòr’ sì scèm’!!!" avrebbero detto i miei alunni di Pescara.

Nessuno nega a nessuno dei terremotati aquilani il diritto di comunicare. Anzsi, quello della comunicazione è un bisogno primario e ineludibile. Pensate a cosa sarebbe la vita nelle tendopoli se non ci fosse un cellulare per sentire i propri cari, una connessione a Internet per scrivere i propri pensieri su un blog, accedere alla posta elettronica. Insomma, per comunicare. Sarebbe l’inferno nell’apocalisse.

Ma santo cielo, per una bambina di 14 anni va bene anche un cellulare da 30 euro comprato al supermercato (nuovo e in garanzia, per carità…), non c’è bisogno che mandi le "fotine" (termine orrendo da ragazzine viziate e presuntuosette). Per le e-mail intanto va bene una postazione pubblica, poi si vedrà.

Oggi "Repubblica" saluta questo gesto come un piccolo "miracolo" e non si accorge del fatto che Berlusconi col cavolo che le realizza le case per i terremotati a settembre, ottobre, novembre, e insomma, quando non lo sa nemmeno lui.

Eh, ma adesso Maila ha il BlackBerry, vuoi mettere?…

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