L’Aquila che non vola e la papera che non galleggia

L’Aquila ha avuto solo il torto di subire un tragico terremoto.

Non sappiamo quale altra nequizia abbia commesso per meritarsi, più o meno in ordine:

– la gestione degli aiuti da parte della Protezione Civile S.p.A. e dal suo Amministratore Delegato Bertolaso;
– la visita a ripetizione del Presidente del Consiglio, con tanto di casco antiinfortunistico, di modo che la sua bella persona non ci possa essere tolta;
– già che ci siamo lo svolgimento di vari Consigli dei Ministri, ché fa tanto figo far vedere che l’esecutivo si riunisce sotto le macerie;
– la visita di Sua Papità Giovanni Razzo 16, che per l’occasione ha voluto rinunciare alla Razzomobile ma non ha rinunciato a lasciare il Palliorazzo sulla Tomba di Celestino V che, guarda caso, è stato l’unico papa a cui del papato gl’importava un bell’accidente (altro che "viltade" del gran rifiuto!)
– la scelta come sede del prossimo G8, con onere di una fornitura di arrosticini a Sarkozy, Obama, Merkel e compagnia cantante;
– i sindacati confederali improvvisamente riuniti da repentina solidarietà perché è il primo maggio.

Poi la gente si lamenta delle infiltrazioni mafiose…

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