L’anima nobile di Ivan Scalfarotto

Ivan Scalfarotto, PD, ha fatto un gesto nobile, democratico e pieno di senso della giustizia.

E’ andato a Regina Coeli e, siccome lì è detenuto l’assassino del carabiniere ucciso, già fotografato bendato e con le manette ai polsi e le mani dietro la schiena, ha voluto vedere se le cose in Italia funzionano ancora con la logica segnata dall’insegnamento di Cesare Beccaria oppure no.

Lo può fare. E’ un parlamentare della Repubblica e rientra tra le sue personali prerogative. C’era, all’indomani di questo gesto, come minimo da aspettarsi che la maggioranza di governo, parte avversa al PD, facesse sentire la propria voce in segno di schifo. Che so, un bel Salvini grondante hate speech in prima serata sui TG, lontano da quel cacchio di Twitter, il Movimento 5 Stelle che sveste i suoi supposti panni garantisti e continua a tintinnare le manette ad ogni frusciar di avvisi di garanzia. O certa destra giustizialista e colpevolista a prescindere. Nulla di tutto questo. Le critiche ci sono state, sì, ma sono venute precisamente dallo stesso PD. “Quella di Scalfarotto è una sua iniziativa personale. Rientra nelle sue prerogative di parlamentare. Ma ripeto, è una sua iniziativa non fatta a nome del Pd”. Questo è Nicola Zingaretti. Mentre Emanuele Fiano ribatte che “Ci sono momenti in cui il pensiero di dissociarsi dal comportamento di un amico, un compagno di battaglie sui diritti, e sulla difesa della democrazia nel nostro Paese, può spingere a stare in silenzio”.

Non c’è differenza tra un discorso di destra e un discorso del PD, soprattutto quando si tratta di parlare di stato di diritto e di svolgere un potere/dovere costituzionalmente inteso. E’ sempre il solito grigiore con qualche sfumatura color cenere di una politica trita e ritrita. Nessun esponente del PD ha scritto una cosa del tipo “E bravo Scalfarotto, così, si fa! Ci si addolora e ci si costerna per la morte di un servitore dello stato, ma se quello stato deve essere servito, almeno che sia davvero uno stato di diritto fino in fondo. Sì, hai fatto bene ad andare a controllare come funzionano le cose in una delle carceri italiane più grandi, e se c’è bisogno di una mano mi trovi qui”. Nulla, lo hanno lasciato solo a dire delle cose che dovrebbero essere date per assodate in qualsiasi contesto civile. Tipo “Non è che se lo Stato diventa meno democratico, diventiamo più solidali con le vittime dei reati, se passa questa logica è finita”.

Ma certo, ha ragione da vendere. Solo che il PD è ancora in LEGGERA controtendenza.

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