L’alternanza scuola-sfruttamento

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A Torino centinaia di studenti, molti dei quali minorenni, si sono riuniti in piazza per ricordare Lorenzo, lo studente morto nell’Udinese per l’alternanza scuola-sfruttamento.

Mi sembra un’ottima cosa.

Alcuni di loro sono stati picchiati dalla polizia addetta a controllare che il tutto si svolgesse in maniera pacifica e senza incidenti.

Mi sembra una cosa deplorevole.

Gli studenti erano riuniti per protestare contro l’istituto dell’alternanza-sfruttamento e per reclamare maggiore formazione e studio. Motivazioni sacrosante.

Non posso escludere a priori che siano stati commessi dei reati. Certamente qualche studente avrà preso a male parole qualche malcapitato poliziotto. Qualcuno avrà anche reagito in maniera scomposta. Benissimo, se ci sono ipotesi di reato (che so, manifestazione non autorizzata, offese a pubblico ufficiale) che la magistratura persegua gli organizzatori e i colpevoli che avranno solo l’onere di difendersi davanti a un giudice terzo.

Perché così funziona. Perché le forze dell’ordine sono lì per prevenire, non per picchiare.

E quando i ragazzi sono sorvegliati dalla polizia sono affidati allo Stato. E lo Stato deve averne cura, soprattutto se si tratta di minori. Chiunque di loro dovrebbe avere il diritto di tornare a casa sano e salvo la sera. Magari con una denuncia sulla testa, se ha commesso qualcosa di illecito. Ma con una denuncia, non con una gragnuola di botte. Non con ferite e contusioni. Ma sano e salvo, e a casa.

Perché la polizia uno straccio di stipendio (ma giusto uno straccio, beninteso) ce l’ha. Uno straccio di copertura assicurativa infortunistica pure. I ragazzi no. Chi svolge l’alternanza scuola-sfruttamento non percepisce alcuno stipendio, non ha diritto alla malattia né agli infortuni. E’ manodopera semplice, gratuita, facilmente reperibile.

Ragazzi che lavorano gratis, una settimana, dieci giorni. Sbattuti, quando va bene, a fare le fotocopie in qualche azienda. Poi, chi si è visto si è visto. Solo che stavolta ci è scappato il morto. Ma guarda un po’.

Hanno bisogno di confrontarsi coi libri, con i problemi, di essere educati a pensare con la propria testa (molti di loro lo stanno già facendo, ed egregiamente), che deve essere coltivata e lasciata libera di determinarsi, non presa a manganellate.

Anche perché si stanno rendo conto che qualcuno sta cercando di far loro accettare che lavorare gratis e senza diritti, sia pure per pochi giorni, sia la normalità.

Non è vero che l’alternanza scuola-sfruttamento sia la morte PER la scuola. Ma è indubbiamente vero che sia la morte DELLA scuola.