“La sua stessa dichiarazione”

Ho comprato un kit per la firma elettronica.

Quello vecchio è scaduto e mi domando perché ogni tre anni devo sborsare un centone per poter fare in modo di dichiarare che un documento è effettivamente mio.

Mi hanno dato da firmare un modulo. Devo sottoscriverlo davanti a un ufficiale di stato civile in carta bollata da 16 euro. La marca da bollo, ovviamente, è a carico mio. Idem dicasi per la raccomandata con cui spedirò i documenti per ricevere comodamente a casa mia l’accrocchio.

Leggo nella parte riservata all’Ufficio Comunale: “il dichiarante (…) ha reso e sottoscritto in mia presenza la sua stessa dichiarazione”.

Ora, se è un dichiarante è logico che farà una dichiarazione. Ma perché “sua stessa”? Cioè, la dichiarazione è di lui medesimo pirsonalmente di pirsona e non di altri?? Ma certo, è normale, se la sottoscrive.

Ho pensato e ripensato (PONZA & RYPONZA!) e alla fine sono venuto a capo del conquibus.

Non si voleva scrivere “sua stessa” ma “su estesa“, ovvero “la dichiarazione messa per esteso poco sopra”.

“Sua stessa” è una banalizzazione. Siccome “su estesa” suona sbagliato, pur essendo giusto (effettivamente è un po’ desueto), lo si sostituisce con una espressione più semplice ma sbagliata.

Per “sua stessa mano”, come direbbe il Poeta.

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