La Sagra “Food and Music” al Pattinodromo di Roseto degli Abruzzi

Se siete di Roseto degli Abruzzi, o vi ci trovate in questi giorni, Vi prego vivamente di andare a mangiare alla Sagra "Food and Music" che si tiene all’ex Pattinodromo-Troiaio, ora Campo Sportivo decente.

Fatelo perché ne vale la pena.

Fatelo perché l’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi, nella sua lungimiranza, dopo aver concesso in uso all’Associazione "Roseto Calcio" una struttura a dir poco inguardabile, piena di muffa, sporcizia, rifiuti, degrado e quanto di peggio si possa dire per un impianto sportivo, dopo che persone meravigliose, che hanno il nome di Pino, Camillo, Rosa, Vincenzo e tanti altri che hanno a cuore che i bambini giochino in sicurezza e in libertà, hanno ripulito tutto in 30 giorni, e dopo averlo ripulito lo hanno reso decente e frequentabile, cosa ha deciso, vi dicevo (che a volte faccio i periodi troppo lunghi e mi perdo…), l’Amministrazione Comunale? Ha deciso di coprire il tutto di sabbia e crearci una struttura da Beach Volley.

Il tutto in una località di mare che ha chilometri e chilometri di spiaggia, per alcuni tratti decisamente gratuita.

Trovate tutto in questo filmato di YouTube, realizzato dal buon Camillo Cerasi.



Per cui ieri sera al Pattinodromo abbiamo fatto la prova generale della Festa-Sagra "Food and Music" che apre alle 21 di oggi.

E devo dire che il primo che mi parla male, come fa Davide Paolini su Radio 24, delle Sagre improvvisate (tipo quella del melone, del castagnaccio, della polpetta al sugo -e Dio sa quanto io odi le polpette al sugo!-) lo massacro.

La varietà dell’offerta gastronomica è estremamente spartana, ma Pinuccio agli arrosticini è come Franz Di Cioccio alla batteria, è come Jimi Hendrix alle chitarre. Che poi uno dice cosa c’entrano le "crescentine emiliane" con l’Abruzzo. C’entrano, perché Vincenzo, il fratello di Camillo Cerasi si è sposato una emiliana che fa la pasta da Dio, che una volta fritta e salata con la mortadella di Campotosto non ci sta per niente male, no, assolutamente, le avete mai provate le crescentine emiliane della Rosy? No? E allora che cazzo volete, andate e mangiate, che la Rosy viene aiutata da Clara, che è la moglie di Pino, la quale ammassa, ammassa, ammassa e te vài di miracolo.

La birra è una Paulaner appena spillata, freschissima, per i bambini c’è la Pepsi Cola, e se non va ancora bene vi attaccate alla salsiccia di fegato aquilana, così dopo, se vi va bene incontrate "lu cumpare" (che non è Esso, ma un altro Compare…) che vi offre il vino cotto e uno spumantino dolce frizzantino che fa lui, vi strizza l’occhio come per dire "Buono, eh??" e voi dovrete ammettere che sì, è tutto buono, grazie anche all’organizzazione di Franco Lulli che è quel signore che vedere all’angolo della tavolata, senza il quale nulla di quello che mi sono scofanato ieri sera sarebbe stato possibile, Dio lo benedica.



La festa non è l’iniziativa della Pro Loco di turno, ma un atto d’amore di gente che ha davvero a cuore il territorio, di quella gente che non la trovi più perché il territorio…ciau ‘u territoriu, ciau, ‘ntu culu u territoriu!!!

E intanto due bambini e un allenatore finlandesi si sono mangiati gli "arrosticini", alla fin è stata l’unica parola italiana che hanno seriamente e diligentemente imparato ed interiorizzato.

Va beh, andateci, burp…

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