La Posta Elettronica Certificata “per tutti gli italiani” e’ un buco nell’acqua


La casella di posta elettronica certificata "per tutti" è stata preanunciata in pompa magna come la solita rivoluzione "epocale" (fateci caso, "epocale" è un aggettivo che il Governo usa quando vuole coprire i propri fallimenti, è una mano di bianco esterna data a un edificio cadente e pericolante, è il travestimento della realtà, l’illusione della rivoluzione vera).

Da oggi, dunque, ogni cittadino avrà la possibilità di avere un indirizzo di posta elettronica certificata. Bello. Ma perché, prima no? Io ho una casella PEC da tre anni e l’ho sempre usata regolarmente. Dov’è, dunque, la novità? E, soprattutto, qual è il valore aggiunto e l’originalità di questa iniziativa?

Si potrà dire: la PEC di Stato da oggi è gratuita per tutti, mentre prima, se la volevi, eri costretto a pagartela. Sì, e allora? A parte il fatto che una casella di posta elettronica certificata costa, con Aruba, sei euro iva compresa, da che mondo è mondo il pubblico è gratuito e il privato, se lo vuoi, te lo paghi di tasca tua, niente di nuovo sotto il sole.

Le ridondanti notizie che trapelano attarverso il quotidiano filogovernativo "Repubblica", parlano, inoltre, di possibilità di usare la PEC soltanto nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Che è una boiata bella e buona. Perché, se lo Stato mi dà uno strumento che ha il valore legale e giuridico di una raccomandata, posso usarlo SOLO per interfacciarmi con la pubblica amministrazione? Voglio dire, posso scrivere al mio comune, alla scuola, ai carabinieri, alla polizia, al tribunale, alla direzione generale del Tesoro della mia provincia, ma non posso scrivere al mio amico Baluganti Ampelio che, guarda caso, essendo un libero professionista, ha l’obbligo di avere una casella di posta elettronica certificata? E se lo voglio mandare a dare il ramato alle pecore attraverso la PEC di Stato perché non posso farlo?

La risposta è semplice: sì che posso farlo, ma quelli di "Repubblica" confondono il destinatario "Pubblica Amministrazione" con le caratteristiche tecniche della PEC, che sono quelle di poterricevere messaggi da indirizzi a loro volta certificati. Che non è la stessa cosa.

Ad ogni modo, si sappia che qualunque casella di posta elettronica certificata *può* ricevere e trasmettere da e presso qualunque indirizzo, certificato o tradizionale che sia, se con la PEC di Stato questo non è possibile o ci sono delle limitazioni sappiate che sono paletti che sono messi dal gestore, e che non sono insiti nel mezzo.

E’ come se vi dessero gratis una macchina che possa andare solo in determinati luoghi. O che non superi una certa velocità. Non è colpa della macchina, evidentemente.

Notevolmente macchinosa anche la procedura per registrarsi. Prima bisogna farlo on line, poi andare a farsi riconoscere in uno dei 6100 uffici postali abilitati al servizio (ce li vedete voi gli impiegati postali a chiedere "Cos’è che voleva, Lei? La PEC? Ma non poteva usare i francobolli come tutti gli altri? Scusi, vado a chiamare il Direttore…")

E’ la solita sparata, grandi effetti speciali, ma di rivoluzione pochina, la rivoluzione e l’abbattimento del cartaceo si avranno solo quando TUTTI i cittadini saranno messi nelle condizioni di poter usare la PEC per comunicare verso CHIUNQUE. Cioè quello che già esiste, sia pure a pagamento.

Altra obiezione: e la firma digitale? Se io spedisco via PEC un documento allegato a un messaggio di posta elettronica, l’unica cosa certezza che ho è che quel documento è stato spedito da quell’indirizzo, non che quel documento sia autenticamente sottoscritto. La firma digitale è fondamentale per capire e far capire che io sono io, punto e basta. Ma "ça viendra", direbbero i francesi. O gli ottimisti.

Dulcis in fundo: lo Stato, gestendo le PEC dei cittadini, ha la possibilità di controllarli nei loro rapporti con l’amministrazione pubblica, molto meglio di quanto non facciano e non possano fare i "dati incrociati" (ad esempio quelli del fisco o quelli anagrafici). Ogni mail certificata spedita o ricevuta crea un "precedente" di cui l’amministrazione tiene memoria.

E lo stato ha la memoria lunga. Lui sì che è all’altezza!
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Un pensiero riguardo “La Posta Elettronica Certificata “per tutti gli italiani” e’ un buco nell’acqua

  1. Baluganti Ampelio

    Per la firma digitale la camera di commercio rilascia (gratuitamente) una smart card, che con l’apposito lettore (che ti compri per conto tuo) serve all’uopo.
    Perlomeno a Livorno, altrove nonzò.

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