La pioggia di Roseto

E piove.
E continua a piovere.
Piove sulle nostre ossa dolenti
nei garages grondanti,
sui libri intrisi
sui nostri visi
infangati
sui nostri occhi derisi
sui panni stesi
sui freezer pieni
buttati via di cibi e veleni
sulle pentole d’alluminio
su tutto il condominio
sui nuovi tanfi
sui materassi gonfi
sull’odor di muffa
sulla vecchia stoffa
ed è la solita beffa
stivali alti
volontari scelti
e viandare
perché di più non si può fare
per cui via ad asciugare
tra secchi svuotati
tra stracci strizzati
tra fango che entra
fin nelle tue braghe
e incontra
le profonde pieghe
e s’insinua greve.
E piove di un piòver lieve
che lava i selciati marroni.
Piove che rompe i coglioni,
piove come pisciurilla
piove che non senti più nulla
se non l’acqua che frulla
altro che favola bella!
Illuditi, Ermione!
Non rimborserà niente il Comune…

Commenti

commenti

Un pensiero riguardo “La pioggia di Roseto

  1. Pasquale Avolio

    Piove ancora, e la testa mi duole
    per Roseto che cambiar non vuole!

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