La meglio gioventù di ‘sto par de ciufoli

Reading Time: 2 minutes

 5 total views,  1 views today

Cazzo. Cazzo cazzo cazzo cazzo! Eh, no, cazzo, non può essere. Non può essere che una ragazza, si presume maggiorenne, si presenti alla TV (va beh, Rete 4, è un canale privato, ma ha la sua brava visibilità, nel bene e nel male…), apra bocca e dia fiato alle corde vocali senza far passare il vocifericolìo dalle sinapsi cerebrali.

E non è mica una ragazza così per dire, è una dellamovida” di Roma, miga bàe!! Una di quelle tutte aperitivini, Spritz, passeggiatine, sguardi altezzosi e spregio del prossimo, se è vero come è vero che questa “segnorina”, come si dice a Livorno, ma con l’accento sulla “e”, si è permessa il lusso di pronunciare quanto segue, nel corso di una trasmissione che si chiama “Diritto e rovescio” (che non credo di aver mai guardato, e probabilmente sono stato molto accorto in questa mia insindacabile decisione):

«Quelli che muoiono di Covid quanti anni hanno? I giovani della mia età non muoiono di Covid, ma neanche mio padre che ha 50 anni muore di Covid. Muoiono le persone anziane. I nonni? Quello che dico io è che arrivati a un certo punto, anche se tengo molto ai miei nonni, se devono mori’, morissero».

E così è. I nonni che ci stanno a fare? Che li vacciniamo a fare? Ne avranno, sempre per dirla alla livornese, per due o tre cacate tutt’al più, si tolgano dalle palle, se proprio devono, e lascino a noi questo meraviglioso mondo che ci godiamo coi soldi di mamma e papà (perché di lavorare o di studiare qualcosa non se ne parla, vero??), che ci lascino soprattutto il nostro cellulare con il prezioso WhatsApp, così mandiamo le fotine, i bacini, i cuoricini, le maldicenze a questo o a quell’altro amico, poco importa se lo incontriamo per strada, tanto in quel caso lì manco ce lo filiamo. E che la smettano di rompere i coglioni questi vecchi, che ormai la loro vita di lavoro l’hanno vissuta, e lascino aperta la strada a noi, fulgidi fancazzisti del mondo del futuro. Beninteso, la “segnorina” di cui sopra, ci tiene a precisare che lei vuole tanto bene ed è profondamente affezionata ai suoi nonni. Meno male, se li odiava che cosa faceva, li seppelliva vivi scavando loro la fossa a mani nude? E poi i giovani della sua età NON muoiono di Covid, no, macché, il terribile morbo non li scalfisce nemmeno un gocciolino, loro sono forti, coriacei e duraturi, sfuggiranno alla contaminazione, diventeranno i padroni del mondo di domani, i nostri medici, i nostri avvocati, i nostri impiegati comunali, faranno figli a cui insegneranno che la vera vita non è imparare qualcosa o avere solidarietà verso chi soffre, bensì apparire, apparire, apparire sempre. Alla TV, in un video su YouTube, in un’intervista del piffero, confondendo i congiuntivi col condizionale, ma sempre dimostrandosi spregiosi e odiosi fino al midollo, con sussiego, supponenza e alterigia senza pari, ma soprattutto con una sconfinata e desolante ignoranza e zero senso della solidarietà.

Ma sì che prima o poi bisogna anche morire un pochino. Basta con queste vecchie cariatidi, la cui pensione sociale da 400 e rotti euro al mese viene pagata coi soldi delle tasse che evadono i loro ricchi genitori bottegai, ora non emettendo uno scontrino, ora affittando la mansardina ai Parioli in nero, ora emettendo fatture di comodo.

E’ la meglio gioventù. Aspettiamo che cresca quella peggiore.