La Madonna del Terzo Reich di Giuseppe Veneziani e le polemiche di Pietrasanta

A Pietrasanta si sta verificando la solita manifestazione di isteria culturale collettiva di nemmen mezza estate.

Sta per essere inaugurata la mostra "Zeitgeist" del pittore Giuseppe Veneziano, noto, finora, per essere un emerito sconosciuto al grande pubblico, magari un po’ meno sconosciuto agli addetti ai lavori, ma non stiamo mica lì a spaccare il capello in quattro, anzi, per la precisione sarà inaugurata il 17 luglio, tra due giorni.

Tra le opere in esposizione spicca questa "Madonna del Terzo Reich", che raffigura una stilizzatissima Vergine Maria con un Hitler in versione bambinesca, sullo stile delle madonne col bambino di raffaelliana memoria.

Un’opera francamente brutta che è stata tuttavia utilizzata come copertina del catalogo della mostra (a cura di Ivan Quaroni) ed è per questo che, dopo qualche polemica già suscitata nel 2009, ha fatto di nuovo infiammare gli animi dei lucchesi che quando dicono di mettersi di punta su questioni di infimo ordine non si fanno pregare da nessuno, abituati come sono ad essere dipinti dai loro corregionali toscani come assaggiatori di concime organico e conduttori di barrocci.

Il punto della polemica non è che il quadro è obiettivamente brutto, no, è blasfemo, offensivo, turba la sensibilità di chi lo guarda, ma soprattutto quello del parroco di Pietrasanta, Don Stefano D’Atri, che dice di disprezzare il bene effimero (e, in questo caso, mal distribuito) dell’arte e che si scaglia contro l’opera affermando che «La figura di quella Madonna, così rappresentata, offende la nostra sensibilità di credenti ma anche di quelle persone che hanno vissuto momenti tremendi legati al nazismo. E non nascondiamoci dietro l’arte e la questione della censura». E questo lo dice a due giorni dall’inaugurazione della mostra, così, per mettere le mani avanti.

Excusatio non petita quella di Don Stefano D’Atri, perché se ci è venuto vagamente il dubbio che il suo non fosse un intervento critico ma neanche tanto vagamente censorio, ora ne abbiamo una certezza. E perché mai non si dovrebbe invocare la questione della censura? Invece di dire che l’arte, di per sé, è a-morale, ed è costituita solo da opere belle e da opere brutte, e che c’è una tendenza sempre più irrefrenabile a far apparire arte quello che arte non è, si sostituisce alla libera (anche se discutibile) espressione artistica il proprio giudizio morale. Insomma, cazzibus nostris non facimus atque ingeremus.

E poteva essere solo il Parroco a tacciare di blasfemia la "Madonna del Terzo Reich" del sor Veneziani?
Macché, ci si è messo anche il Sindaco con fascia tricolore, Domenico Lombardi, che fa delle affermazioni da schiantare dal ridere: «Mi prendo tutte le responsabilità per aver dato l’ok a quella immagine. Ma non l’avevo vista prima, altrimenti forse ne avrei scelta un’altra».

Ecco, il Lombardi, in quota PD (gli stessi che quando c’è da votare la fiducia sul decreto sulle intercettazioni al Senato se ne escono dall’aula invece di dire no, tanto per intenderci), prima si prende la responsabilità per aver dato l’imprimatur, o il "visto, si stampi" che dir si voglia, poi ha candidamente affermato di non aver nemmeno visto quel (brutto) quadro.
E’ come comprare una macchina senza averla vista, firmando il contratto a occhi chiusi e poi lamentarsi se ti rifilano una Trabbant. Poi però dice che la scelta di invitare Veneziano a Pietrasanta non è stata sua, ma del suo predecessore del PDL, ins breve, "non sono io il custode di mio fratello", e tutto finisce a tarallucci e vino.

Un quadro bruttissimo, dicevo, ma che un messaggio lo dà.
La Madonna, per la Chiesa è Madre dell’umanità. Dunque, perché non potrebbe essere anche madre dello zio Itle’ e/o delle dittature di ogni tempo e paese? Non sono, forse, le dittature, simbolo ed espressione della stessa umanità di cui la Madonna è madre?
O forse vogliamo dimenticare i solenni funerali concessi a personaggi pii, devoti e pacifici come nonno Francisco Franco o la buonanima del Generale Augusto Pinochet? Non offende questo, no, offende un Giuseppe Veneziani qualsiasi…

E’ solo una dimostrazione di quello che sta accadendo nel paese. Se sovrapponiamo l’etica individuale o, peggio, le etiche individuali, allo stato di diritto siamo tutti fottuti.

Il mio avvocato mi direbbe "obbràvo!

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