La lettera dell’avvocato a Paolo Attivissimo

querelomani

Paolo Attivissimo mi ha definito, altrove, una “persona davvero piccola e triste”. Ve l’ho raccontato nei miei due post “Paolo Attivissimo mi ha censurato. Vittoria su tutti i fronti!” e “Per una disamina del seguace medio di Paolo Attivissimo”.

In seguito a questa definizione ho contattato il mio legale (che è una persona squisita) e insieme abbiamo convenuto che fosse buona cosa inviare una lettera al Superlativo, per proporgli di addivenire ad una composizione bonaria della vicenda. La lettera è stata spedita come raccomandata internazionale e anticipata via e-mail.

Una volta anticipato il testo della missiva, sul blog del Superlativo di cui sopra (il “Disinformatico”, e se lo dice lui c’è da crederci!) è apparsa una breve risposta pubblica. E in questo consiste la grande pisciata fuori dal vaso di Paolo Attivissimo. Una raccomandata e una mail, se non sbaglio (e non sbaglio!) sono comunicazioni di tipo personale, individuale, di una certa delicatezza, non destinate alla pubblicazione né per intero né per estratto o riassunto. Se aveva qualcosa da dire, Paolo Attivissimo poteva farlo tranquillamente rispondendo al mio legale. Cioè nella stessa forma e nelle stesse modalità in cui il messaggio gli era giunto.

E invece *.issimo non ha resistito alla tentazione di trasformare, come fa con tutta la sua vita, un fatto privato e delicato in una personale esibizione sul palcoscenico del web. Paolo Attivissimo ha una moglie? Delle figlie? Dei gatti? Una macchina elettrica? Si compra un nuovo computer? Non vi preoccupate che ve lo dirà con dovizia di particolari. Nella sezione “Mi presento” del suo blog è perfino raccolta una spiegazione sul perché lui si fa chiamare “topone” in un vecchio indirizzo di posta elettronica che ora ha rottamato per un più professionale account @gmail.com, dicendoci che è un nomignolo con cui si vezzeggia con sua moglie, cosa di cui ci importa anche il giusto, cioè zero. Di recente ha comprato una macchina elettrica e posta con frequenza quasi maniacale dettagliatissimi resoconti sulle sue scorribande per la Svizzera, su quanto si sia spinto oltre il punto di non ritorno (ma se è di non ritorno cosa ci si spinge oltre a fare?), della difficoltà a trovare delle colonnine per la ricarica elettrica, si lamenta che la Lidl offre la ricarica solo ai suoi clienti e in orario di apertura dei supermercati. Insomma, se io vi parlassi del fatto che la mia vecchia Fiat Punto di 20 anni fa funziona ancora perfettamente e che ho superato i 100.000 Km. la cosa non vi importerebbe (giustamente) un fico secco. Invece Paolo Attivissimo è così: non si accontenta di vivere le sue ansie da solo, non è contento finché non le ha messe in rete a beneficio dei suoi aficionados ed adepti.

Non fa nomi, Paolo Attivissimo. Ma fatti e circostanze. Non mi cita (non lui, almeno, però fa passare un messaggio di un certo “Mammina” -no, dico, “Mammina”, ma si può?- che il mio nome lo fa). E’ come quello che ti dice “L’assassina è una bambina che va a portare il pranzo alla nonna in un cestino e in mezzo al bosco incontra il lupo cattivo.” Però non dice chi è. Nonostante faccia riferimenti evidenti e espliciti sia alle parole che mi ha rivolto, sia a quello che ho scritto sul mio blog (dimostrando così di leggerlo, e che le mie osservazioni vanno a segno).

Scrive: “Piccolo promemoria generico per tutti quelli che non hanno di meglio da fare che spender soldi in querele temerarie

Il “piccolo promemoria generico” tanto generico non è perché è chiaramente indirizzato a me. Secondariamente non si tratta di una querela “temeraria”. Io infatti non ho (ancora) querelato Paolo Attivissimo, gli ho solo fatto inviare dal mio legale una missiva per invitarlo a nominare un difensore di fiducia e cercare un punto di incontro che potesse (anzi!) scongiurare una questione legale. E non è una questione “temeraria”: qui ci sono delle frasi che possono venir percepite come insulti personali e la gente si difende. Non vedo dove stia il problema. Ma il punto più basso e volgare Attivissimo lo realizza quando parla dello “spender soldi”. Gliel’ho già detto una volta e glielo ripeto ora: i miei soldi li guadagno senza fare il consulente della Boldrini (appena rimpiazzata da Roberto Fico, quindi si spera che la figura ambigua di Attivissimo alla Camera dei Deputati sparisca del tutto) e non devo certo rendere conto a lui su come li spendo. Oltretutto in Italia le querele sono gratis: si va dai carabinieri, si espongono i fatti, si fa mettere a verbale, si firma e si torna a casa senza aver sborsato un centesimo.

“Se esprimo la mia opinione descrivendoti come “persona davvero piccola e triste”(…)”

“Persona davvero piccola e triste” non è un’opinione, è un insulto.

“se poi ti vanti pubblicamente di aver ottenuto una “vittoria su tutti i fronti” perché pensi di essere stato “censurato” quando in realtà il tuo commento era solo in coda di moderazione”

Il commento non era in “coda di moderazione”. Il commento è stato moderato in ritardo rispetto ad altri commenti della stessa ora che sono stati regolarmente fatti passare. Quindi sono stato censurato, sia pure per poche ore. Poi qualche anima buona dev’esssersi accorta che, toh, il commento non offendeva nessuno, e allora lo ha “passato”. Ma quando parlo di censura mi riferisco anche e soprattutto all’esclusione dai followers di Twitter. Quella sì, c’è stata, ed è meglio di una medaglia al valore.

“Ogni ulteriore comunicazione verrà serenamente cestinata.”

Ecco, allora il signor Superlativo cestini anche questo post che, almeno, alla pari del suo, resterà per sottolineare l’evidenza dei fatti e che evidenzierà, casomai ce ne fosse il bisogno, che al suo mondo di presunta “informatica etica” e “etica del giornalismo” c’è chi non ci crede più.

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