La Leopolda e la macchina fotografica

Oh, la Leopolda! Quantai inadeguatezza e presunzione, rifinita con una pennellata di protagonismo!

Questo palcoscenico in stile finto-operaio che ha accolto un Renzi che ha rivendicato la modernità per sé e per i suoi, e ha riempito di metafore tecnologiche il suo discorso. Vivere con una legge datata, secondo lui, è come mettere il gettone telefonico nell’IPhone, come mettere il rullino nella macchina fotografica digitale.

La prima metafora non sta in piedi. Il gettone si metteva in un telefono pubblico (perché allora, quando eravamo scemi e poco moderni, i telefoni pubblici esistevano, e chiunque aveva accesso alla comunicazione, l’Iphone costa una barca di quattrini e ce l’ha chi se lo può permettere), il cellulare è un bene personale, come lo era il telefono di casa, quello grigio che ci si mettevano i diti nei buchi e si girava una decina di volte per fare il numero. E il gettone in quel telefono lì non lo mettevi, esisteva già la bolletta.

Poi c’è il paragone della macchina fotografica digitale a fronte di quella che utilizzava ancora la pellicola. E se la modernità del PD è quella paragonata alle macchine fotografiche digitali, al selfie e a quant’altro, c’è da avere paura. Io ho delle foto fatte addirittura con le lastre, non solo con la pellicola. Sono le foto del mi’ nonno Armando e della mi’ nonna Angiolina, quando si sposarono o quando erano ancora fidanzati. Posso vederle ancora. Sono stampate su carta, e sono arrivate fino a me dagli anni 20 del secolo scorso ad oggi. 90 anni. Se scatto una foto con il mio cellulare o con la macchina fotografica digitale sono sicuro che il file .jpg che ne deriva potrò ugualmente vederlo tra 90 anni?? Che tradotto in politichese significa che una legge, lungi dall’essere quel monolite immutabile che tutti i mmaginano, deve essere proiettata verso il futuro, e se una legge funziona, funziona e basta.

Il digitale è la nuova imbarazzante metafora di questo governo. Poi succede qualcosa al supporto magnetico e le fotografie si cancellano. Oppure non sono più accessibili. Una secchiata d’acqua diaccia in capo le ripristinerà.

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