La guerra e’ uno sporco lavoro ma qualcuno dovra’ pure farla

Si definiva "troppo di destra", nel suo account Facebook, Alessandro Di Lisio, e non vedo perché, adesso che non c’è più, non dovremmo credergli.

Ma il guaio è che è morto per nome e per conto di chi era, molto probabilmente, troppo più a destra di lui.



E’ morto perché chi va in Afghanistan viene pagato oltre 10.000 euro al mese dalle tasse dei cittadini italiani per andare in giro in scatolette della morte che continuano a definire "blindati".

Qualcuno dirà che è morto perché amava la pace e voleva la pace per i popoli dell’Afghanistan, e probabilmente dice il vero.

Personalmente penso che sia morto perché, semplicemente, non aveva ancora capito che la guerra, semplicemente, uccide. E che la cultura della morte non ha nulla a che vedere con quella della pace.

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