La fine del Burioni-pensiero

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Il Burioni-pensiero, come ogni cosa della vita, ha avuto una nascita, una evoluzione e ora sta volgendo al suo inesorabile declino.

Burioni è uno scienziato, un personaggio pubblico, una persona che ha un certo carisma o che, quanto meno, è riconosciuto come persona autorevole da gran parte dell’opinione pubblica. E io non voglio negare che lo sia.

Solo che una persona, proprio perché riveste un profilo pubblico di non scarso rilievo, non può permettersi di scrivere quello che ha scritto Burioni su Twitter un paio di giorni fa, no, proprio no, perché quello che ha scritto è falso tanto nella forma quanto nella sostanza. Che ce l’abbia con i no-vax mi sta bene, che scriva inesattezze no.

Non è possibile affermare che gli insegnanti “che senza motivo rifiutano il vaccino” mettono a rischio i loro studenti, perché questo è un capovolgimento della realtà. Sono, casomai, gli studenti, che non hanno nessun obbligo vaccinale e che non sono nemmeno tenuti ad esibire un qualsivoglia green pass a un pubblico ufficiale (quale è un insegnante, che non è il gestore di un bar o di un ristorante) a costituire attualmente un pericolo di contagio per tutta la comunità scolastica. Che ne sa un insegnante se un alunno è stato vaccinato o no, con chi abbia avuto relazioni ravvicinate, quale sia la sua storia infettivologica nel momente in cui si siede a un banco (a rotelle!) in una scuola italiana? E Burioni questo dovrebbe ben saperlo.

E poi “senza motivo” de che? Certo che chiunque rifiuti di farsi inoculare un vaccino una ragione ce l’ha. Sarà una ragione completamente ascientifica, non voglio assolutamente metterlo in dubbio, aprioristica, preconcezionistica, campata per aria, ma non si può impedire alla gente di avere delle opinioni. O, peggio ancora, di avere delle patologie tali da sconsigliare la somministrazione vaccinale. Non è una guerra ideologica, alle farneticazioni e alle polemiche, da sempre, si risponde coi dati.

Ma c’è di più. Gli insegnanti dovrebbero “proteggere e dare il buon esempio”. Il buon esempio lo si dà pensando alla propria salute, informandosi, consultando i medici, e prendendo le proprie decisioni su se stessi. Il “buon esempio” non coincide con la vaccinazione ad ogni costo. Un insegnante è una persona chiamata prima di tutto a far emergere, socraticamente e con difficoltà, il pensiero originale, critico e personale dei propri alunni. Senza mai forzare la mano, ma sempre proponendo, proponendo, proponendo. E lasciando i propri discenti liberi di scegliere. Per loro stessi, per le proprie famiglie, per l’intera comunità scolastica.

La protezione avviene anche attraverso l’immunità di gregge. Non siamo tutti dei pecoroni, è che ci disegnano così. Se una comunità viene spaccata in due, e da un lato c’è chi si vaccina in massa (il personale scolastico) e dall’altro c’è chi non è obbligato nemmeno a un tampone ogni 48 ore vuol dire che l’immunità di gregge è un fallimento. O, tutt’al più, un’utopia. E anche questo Burioni lo sa molto bene, perché non è certamente uno stupido.

Nel suo post, Burioni finisce invocando il licenziamento degli insegnanti e invoca la vergogna (shame on you!) per i sindacati colpevoli di aver avallato i tamponi gratuiti per chi non si vaccina.

Ma questa è una considerazione che è totalmente avulsa da qualsiasi concezione dello Stato di di diritto. Nemmeno il Decreto del Governo è arrivato a tanto. Prevede, infatti, che un insegnante privo di green pass valido o che non sia in grado di esibirlo (già, ma perché?) debba essere considerato assente ingiustificato. Alla quinta assenza non giustificata viene sospeso dal servizio e dallo stipendio. Ma NON licenziato. Se si metterà in regola col green pass (e NON con la vaccinazione), ad esempio effettuando un tampone rapido orofaringeo ogni 48 ore, quel docente rientra sul suo posto di lavoro e riprenderà a godere dello stipendio. Punto. Non c’è altro.

E i sindacati? I sindacati fanno il loro interesse, evidentemente. Che è quello di avere il maggior numero possibile di iscritti. E’ una questione di libero mercato. Tutto lì.

E poi l’ha letta Burioni la nota del Ministero dell’Istruzione in cui si stabilisce che ad avere il tampone gratuito sarà chi NON PUO’ vaccinarsi, e non chi NON VUOLE. A parte il fatto che fare il processo alle intenzioni è sempre pericoloso, ma almeno il messaggio è chiaro.

Fine di un’era. Ma gli conviene?l