La Dirigente scolastica Alessandra Rucci multata per 500 euro e trasferita ad altra destinazione

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La professoressa Alessandra Rucci, Dirigente Scolastico dell’Istituto di istruzione superiore Savoia Benincasa di Ancona, fondatrice del movimento di Avanguardie Educative, ha ricevuto un numero di richieste di iscriioni per il suo istituto superiore agli spazi a disposizione. Da brava esperta del mestiere (sono 12 anni che conosce quella scuola e vi esercita) ha accettato le richieste, sì, ma con riserva, impegnandosi a chiedere alla Provincia delucidazioni sul dove sistemare le nuove classi del prossimo anno scolastico. Insomma, ha fatto solo il proprio dovere.

Alessandra Rucci è stata sanzionata con 500 euro di multa per “condotta negli ambienti di lavoro e nei rapporti con gli organi di vertice, non conforme ai principi di correttezza”. Naturalmente la Dirigente ha avviato tutto l’iter formale per l’annullamento della sanzione, appoggiata anche dai sindacati e dalle famiglie, che in centinaia hanno firmato la solidarietà al capo d’istituto.

Avrebbe non “fornito tempestivamente avviso all’ufficio scolastico regionale della carenza di aule”, “rappresentato una situazione più grave di quella poi accertata e risolta”, descrivendo “in una lettera indirizzata alle famiglie degli alunni iscritti una situazione logistica di particolare gravità”, e avere in dichiarazioni ad organi di stampa, rappresentato la medesima situazione di carenza di spazi, motivando la necessità di disporre di ulteriori locali con la necessità di distanziamento sociale imposto dalla pandemia”. Il tutto usando “toni inutilmente allarmistici descrivendo in modo precipitoso una situazione la cui gravità era esagerata”.

Ma non è tutto. La Dirigente è stata oggetto di un cambio di destinazione, un trasferimento ad altra sede, apparentemente non direttamente connesso alla sanzione pecuniaria comminatale, e anche se è stata trovata la sistemazione logistica per un centinaio di alunni in esubero, la Dirigente dovrà lasciare comunque la sua attuale sede di servizio.

L’USR delle Marche è diretto e presieduto da Marco Ugo Filisetti, lo stesso che il 25 aprile, in un messaggio scritto agli alunni della sua regione, aveva equiparato i morti della Repubblica Sociale con quelli delle Brigate Partigiane, asserendo che i morti per la libertà sono tutti uguali e tutti hanno dato lo stesso contributo di sangue perché le giovani generazioni si ritrovino sotto la protezione dei dettati costituzionali. Ma aveva fatto di più. Per il 4 novembre aveva scritto una analoga lettera agli studenti dai contenuti quanto meno discutibili, e che vi riporto in epigrafe. Cominciò la sua carriera politica come sindaco di Gorle, nella bergamasca, è stato missino e successivamente leghista, nel 2014 fu indagato per abuso di ufficio per essere assolto nel 2016 (il Pubblico Ministero aveva richiesto una pena di 16 mesi di reclusione). Il suo curriculum gli ha permesso di entrare come responsabile generale per i contratti degli acquisti e del sistema informativo del Miur. Da qui la nomina a direttore dell’USR.

A proposito delle polemiche scaturite subito dopo la pubblicazione della lettera del 4/11/2020, ebbe a controbattere: “Questo Paese ha ben altro da pensare in questo momento che non andare a fare la filologia sulle parole, invece di cercare di capire il significato delle stesse”. C’è solo da dire che la filologia è una scelta politica, e che io l’ho abbracciata pienamente, che le parole pesano e sono legate in modo inscindibile al nostro passato. Non bisogna sottovalutarle.