La Cassazione e la chiusura delle discoteche

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Che poi uno dice le discoteche, le discoteche, hanno chiuso le discoteche, non si può più ballare, non ci si può più assembrare, non si può più nemmeno restare tutti pigiati come le sardine a fare gli scemi, ad ascoltare la tecno, non ci si può più nemmeno sballare, alcol, spini e figa, niente più di tutto questo, tutto chiuso, closed, geschlossen, fermé, cerrado. Mio Dio, e ora come si fa? Ma è una disgrazia enorme, una catastrofe che si è abbattuta sui nostri giovani che non hanno più neanche il diritto di divertirsi e di evadere un po’ il sabato sera, di rientrare a casa a ore impossibili, che i genitori li aspettano con gli occhi a palla fino alla mattina alle cinque, preoccupati, mentre loro muovevano il culo al ritmo del DJ di turno. Che poi io mi sono sempre chiesto a che cazzo servono le discoteche, e me lo chiedo tutt’oggi, così come mi domando perché cazzo mai le hanno lasciate aperte fino ad oggi. Gente che se ne frega del contagio, che si stipa in locali chiassosi dove non è possibile scambiare una parola, povera gioventù, che si vede privata del diritto sacrosanto di bersi un mojito, un gin tonic, un Cuba libre (ma chi lo beve più il Cuba libre??), e poi un whisky, un Bayley’s, una tequila col sale, un amaro del Capo, o qualsivoglia altra bevanda che aumenti il tasso alcolemico e diminuisca la capacità di intendere e di volere. E dopo la discoteca, neanche una violenzina carnale piccola piccola, neanche uno stuprino di massa (sa com’è, signora, son ragazzi, dovranno pur sfogarsi in qualche modo), tanto si sa da sempre, il mascho è cacciatore e la femmina com’è? Puttana, ecco com’è! Vogliono negare a questi ragazzi la libertà di non portare la mascherina e di tornare a casa mezzi fatti, col sacrosanto diritto di andarsi a sfracellare da qualche parte, di ammazzarsi come vogliono loro, o di ammazzare qualcuno, se gli gira. Ha proprio ragione la Santanché, sa, signora? Fa bene a ballare “Paradise” a Forte dei Marmi e a criticare il governo che censura il divertimento solo perché c’è in giro questo Cowadsss, Cowud… sì, insomma, questo virus, che non voglio dire nulla, ma stanno ora stanno proprio esagerando.

E poi, non le dico, signora mia, ci si è messa di mezzo anche la Cassazione. Pensi che hanno detto che una volta che hanno finito il ciclo di studi, i genitori non sono più tenuti a mantenerli, che devono cercarsi un lavoro, anche se non è adatto a quello che hanno studiato, ma che pensino a condannare i delinquenti quelli veri, altro che i nostri figli, che hanno solo 35 anni e hanno tutto il diritto a una vita allegra e senza pensieri, che dove stanno meglio che in casa con i loro genitori? Bamboccioni, li chiamavano, pensi un po’ Lei, ma lo so io quanto sacrificio ci è voluto per comprare uno straccio di diploma a mio figlio. Prima la scuola privata, quattro anni in uno, e lui studiava, studiava, uh, se studiava, ché alle scuole private son seri, sa, mica come alla scuola pubblica, che gli insegnanti si sono fatti due mesi in più di vacanza, senza far nulla, pagati con le tasche di noi contribuenti, e con la scusa delle lezioni a distanza si sono rintanati in casa e mentre dicevano di fare lezione chi cucinava, chi si distraeva, chi faceva altre cose. E tutto questo a chi giova? A quei disgraziati dei padri separati, che sono dei veri e propri senzadìo, che non vogliono cacciare una lira dai propri portamonete, che quando i figli avranno terminato le superiori o l’università diranno: “Ecco, ora non sono più tenuto a mantenerti, vai e trovati un lavoro” e se ne laveranno le mani. E l’onere su chi ricade, signora mia? Ma su noi mamme, che mio figlio mi ha già detto che vuole andare un mese a Ibiza per imparare bene lo spagnolo (lui è tanto portato per le lingue estere, sa??) e per fare nuove esperienze, e io, da mamma, che faccio, glielo nego? Mi sentirei una maledetta, non posso nemmeno pensarci. Ah, che mondo, signora mia, che mondo! Via, ora la devo lasciare, devo andare al supermercato a fare la spesa, perché mio figlio ha detto che, poverino, vuole il vitel tonné, che è una delle pochissime cose che riesce a digerire. Uh, è tanto delicato, sa? Ma anche nei supermercati pensi che prima di toccare la frutta vogliono che ci si disinfetti le mani e che si indossino i guanti! Si vede proprio che questo governo non li capisce questi giovani.

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