La beatificazione di Rosario Livatino

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Alla radio, su Radio Uno Rai, stanno dando la cerimonia religiosa di rito cattolico in diretta da Agrigento, per la beatificazione del magistrato Rosario Angelo Livatino.

Nulla di male, si tratta di servizio pubblico e non ci sono dubbi che a qualcuno interessi.

Lascino però Lorsignori a noi mortali riconoscere il valore laico ed altamente etico della vita e dell’operato di Rosario Livatino, che fu il primo a scrivere «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili.» Nessuno, dunque, secondo il “giudice ragazzino”, viene “redento” secondo quanto ha creduto in vita, ma per la virtù, più terrena, della credibilità.

E Rosario Livatino credibile lo fu fino in fondo. Eppure fu lasciato solo. Il giorno in cui fu ucciso, mentre si recava al lavoro a bordo della sua vecchia Ford Fiesta, Livatino non aveva nemmeno uno straccio di scorta. Troppe inerzie, troppe responsabilità. Le stesse che indussero il dott. Francesco Di Maggio a dichiarare: “Dietro la bara di Livatino non può nascondersi tutta la magistratura”.

Livatino è beato. E questo è un atto che riguarda solo ed esclusivamente la Chiesa Cattolica. “Lasciate a noi piangere un po’ più forte chi non risorgerà più dalla morte”.