“La” 50 euro di Wind tra Natale e Santo Stefano

Telefonare al servizio clienti Wind la mattina di Santo Stefano non è che sia una delle esperienze più esaltanti e glorificanti né per il cliente né per l’addetto al costumer care.

Un po’ perché il centralinista ha i coglioni girati per il fatto di dover lavorare in un giorno festivo, un po’ perché è costretto a farlo tra orde di clienti che chiamano perché il telefonino ricevuto per Natale non riceve gli MMS, non si attiva con il Blue Tooth e in sottofondo è tutto un affannarsi di call-centriste sclerate.

Il ragazzo che mi rispoinde è piuttosto gentile anche se sbrigativon (lavora a numero di chiamate, evidentemente), ma ha un pessimo italiano. Chiedo quando mi verranno riaccreditati 50 euro a cui ho diritto per aver partecipato a una promozione (una di quelle operazioni di routine che però ti fanno sentire tanto benvoluto). Mi risponde che l’operazione è in coda (e fin qui tutto bene" e che "le riaccrediteremo la 50 euro entro le prossime 48 ore".

"La 50 euro"… è bellissimo. Pensavo che "euro" fosse un sostantivo maschile invariabile al plurale. Invece ora è femminile. Stupendo.

In effetti al Sud c’è una tradizione molto diffusa: si diceva "la 50.000 lire", "la 1000 lire", per dire "la banconota da 50.000 lire" e "la banconota da 1000". "S’ha rubbato ‘a ciche lire ‘a coppa ‘a culunnetta!", diceva Eduardo nei panni di Luca Cupiello maledicendo il figlio Nennillo che gli aveva rubato la banconota che gli serviva per comprare i pastori del presepio.

In un mondo di tecnologia, "la" 50 euro sopravvive.
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