Juanne Pili, la Bibbia e la Luna (minuscola)

Reading Time: 2 minutes

Questi contenuti sono completamente gratuiti.

Potete ringraziarmi (prego!), altrettanto gratuitamente, iscrivendovi al mio canale YouTube.

-----

Giovanni “Juanne” Pili, fact-checker, discepolo di cotanto Maestro, ha pubblicato, in un suo articolo su Open OnLine (reperibile qui: https://archive.ph/7cIwc) un’intervista a Paolo Attivissimo per dimostrare che (cito testualmente) “No! Non serve giurare sulla Bibbia per dimostrare di essere stati sulla luna”.

A parte il fatto che “Luna“, essendo il nome di un corpo celeste, andrebbe scritto con la maiuscola (non credo che Juanne Pili scriva Marte, Sole, Saturno, Alpha Centauri con la minuscola), quello che è da notare è che, in questa calurosa estate, evidentemente priva di argomenti più appetibili, i fact-checker non trovino altra soluzione che intervistarsi tra di loro.

Il tutto per concludere che “Giurare o meno su un libro sacro non dimostra assolutamente niente.

Ma erano cose che sapeva e che mi diceva mia nonna, che, pure, di spazio e di imprese lunari non capiva assolutamente niente. E’ chiarissimo che un’affermazione falsa, giurata sulla Bibbia o no che sia, resta sempre un’affermazione falsa. Con l’aggravante dell’offesa al sentire religioso di chi considera quel libro ispirato e, dunque, sacro.

Le conclusioni? Eccole:

“Il video che circola via Facebook, con il quale i cospirazionisti vorrebbero negare le missioni Apollo e gli allunaggi, non riporta alcuna prova concreta a sostegno della teoria del complotto.”

E va be’, ce ne faremo tutti quanti una ragione. Tra l’altro questa è una verità che personalmente non avevo mai messo in dubbio, per cui, per me, non c’era nemmeno la necessità di disturbare il recentemente autoincoronatosi “figlio culturale” di Piero Angela.

E’ altrettanto chiaro che un fact checker, che è anche giornalista pubblicista iscritto all’albo, non dovrebbe intervistarne un altro. Forse ci sono fonti più attendibili. Magari studi, documenti ufficiali, notizie un minimo più attendibili. Forse.

Perché è questo che ci attendiamo dal giornalismo. Rigore scientifico. Nient’altro.