Italradio e il gusto di Giorgia Meloni per il radioascolto

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Il Portale “Italradio” riporta “Notizie e attualità sulle radio e televisioni in italiano nel mondo”.

Più che altro vi si leggono spesso notizie sulla Radio Vaticana (che è una delle radio che trasmette in italiano nel mondo, sì, però non sarà mica l’unica!), c’è per esempio un servizio su Giovanni Paolo II e le lingue dell’emittente di Santa Maria di Galeria, una scheda sul Corpus Domini col Papa in diretta sulle onde corte (e pensare che io posso ascoltarlo in studio quality via Internet!), un articolo intitolato “Sorella Radio” , sempre “con la messa di Papa Francesco a Santa Marta diffusa in diretta”, un podcast sull’elezione di Sua Santità Papa Francesco, riflessioni radiofoniche sul Cammino di Santiago, e poi tanta filatelia radiofonica, dal francobollo emesso dal Canada per i 100 anni della XWA (prima emittente storica), annulli marconiani, annuncio di cessazioni di annulli filatelici per l’emergenza coronavirus, c’è una specie di trasmissione in podcast denominata “Radiodentello”, condotta da Paolo Morandotti, con tanto di segnale sonoro di identificazione di Italradio (proprio come se fosse un’emittente radiofonica) dedicato al tema. I risultati sono un tantinello sconfortanti. La “trasmissione” del 27 giugno scorso, ad esempio, ha avuto solo 8 download.

E poi cenni alle QSL numismatiche di Radio Romania Internazionale, insomma, non manca nulla. Per carità, tutto perfettamente lecito, c’è abbondante libertà di stampa (Italradio è una testata giornalistica regolarmente registrata), e c’è persino una rubrichetta dedicata alla radionella letteratura, in cui ho potuto leggere una citazione nientemeno che di Quinto Navarra (ma non temete, ci sono, tra gli altri, anche Giorgio Bassani e Gianni Rodari), sulle abitudini e preferenze radiofoniche di Sua: Eccellenza il Cavalier Benito Mussolini:

Delizioso, vero?

Tra le ultime notizie riportate dal portale, ce n’è una particolarmente ghiotta che riguarda i rapporti dei politici con la radio e con il radioascolto in genere. Si parla di Cossiga radioamatore dell’ex premier Mario Monti giovane appassionato dell’ascolto delle stazioni radiofoniche di diffusione internazionale.

Ma c’è una postilla. Tra i radioappassionati politici di oggi, ci sarebbe nientemeno che Giorgia Meloni, che in una intervista a Canale 5 a Maurizio Costanzo avrebbe dichiarato:

“Mio grande sogno è fare la radio, amo la dimensione della radio, io l’adoro, anche se non credo di avere una voce radiofonica”

Oddìo, c’è di he darle ragione, non tanto sulla voce (non esistono voci propriamente “radiofoniche”, nella mia polidecennale carriera di radioascoltatore ne ho sentite di orribili), quanto sul fatto che se avesse fatto radio probabilmente avrebbe combinato meno danni.

Ma il punto è un altro: alla Meloni piace la radio e avrebbe voluto farla, siamo d’accordo, ma è una notizia? Voglio dire, merita “due colonne su un giornale”, come direbbe il Poeta? Risposta: no. E’ una estrapolazione da un articolo del quotidiano “Il Messaggero” (quello che aveva copiato da Wikipedia la biografia di Ennio Morricone) che riporta la candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma. La radio c’entra ben poco, è solo un pourparler, una nota a margine, un appunto a pie’ di pagina. Non costituisce, cioè, una fonte primaria di interesse per il lettore e per il radioascoltatore. Ma, ripeto, per carità, Italradio faccia quello che vuole. Noi la radio l’ascoltiamo, nonostante Giorgia Meloni.

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