IS Curi-Levi di Torino: il dirigente rifiuta l’ingresso a due docenti e uno di loro lo denuncia

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Ora, con tutto il cuore io vorrei difendere le posizioni di G. P. e A. M., un uomo e una donna, due professori dell’istituto superiore Curie-Levi di Torino.

Si sono presentati al collegio docenti, nel primo giorno di servizio, ma il dirigente scolastico li ha respinti perché provvisti di un certificato di esenzione redatto e rilasciato da un medico diverso dal loro medico di base.

Ma qualche dubbio che l’ho.

Secondo le ultime direttive, infatti, gli unici a rilasciare il certificato dell’esenzione vaccinale sono, oltre al medico di base, i medici vaccinatori e i pediatri di libera scelta che abbiano attività somministrativa vaccinale (questo per i minori, evidentemente).

Quindi, delle due l’una. O il loro certificato è stato rilasciato da uno di questi medici e il Dirigente ha preso fischi per fiaschi (il che certamente è possibile), oppure ha ragione il Dirigente e i due insegnanti non potevano entrare. Tertium non datur.

E pare, almeno secondo quanto riferisce “Tecnica della scuola”, che per il Dirigente ci sia scappata anche la denuncia per abuso di ufficio da parte dell’uomo. Vedremo.

Quel che è certo è che il loro atteggiamento non è stato tra i più prudenti, visto e considerato che “Repubblica” correda i suoi articoli con due fotografie in cui gli insegnanti appaiono fuori dall’istituto, sì, sulla pubblica via, sì, ma senza la mascherina. Lei in una delle due immagini armeggia con il cellulare, mentre lui, in un’altra, ha il dispositivo sanitario abbassato sul volto, naso e bocca. Nulla di illegale, per carità. Ma non è bello comunque. Prima di tutto perché nei pressi degli edifici scolastici si creano sempre degli assembramenti. In secondo luogo perché come fai, una volta rientrato/a in classe a chiedere ai tuoi alunni di mettersi la mascherina, se tutto il mondo ha visto che non la portavi?

La questione, inoltre, è di facile soluzione. Anche se non rilasciato dal proprio medico curante quel certificato costituisce un precedente importante. Si va dal medico di base e ci si fa esentare. “Oh, guarda che il tuo collega ha scritto e firmato questo, tu che fai?” Se si rifiuta peggio per lui. Oggettivamente non vedo il problema.

E poi, diciamocelo francamente, c’è gente che il suo green pass se lo paga a suon di tamponi ogni 48 ore. In caso di dubbio, per UNA volta 15 euro per stare tranquilli potevano anche cacciarli dalla saccoccia.