Io sono un uomo e dico basta a Repubblica che pubblica le foto delle donne che dicono basta

Ci sono delle cose di “Repubblica” che proprio non capisco. A dire il vero sono parecchie, ma questa le surclassa tutte.

Sull’edizione on line del quotidiano appare l’ennesima iniziativa stravagante intitolata “Sono una donna e dico basta”.

Consiste nell’inviare a un indirizzo di posta elettronica di “Repubblica” una propria foto (sempre se si è donne, beninteso) con una formula del tipo “Sono una donna e dico basta”. Sono, sempre a sentire il giornale, delle “Prove tecniche di indignazione” per come Berlusconi tratta le donne perché questa visione del ruolo femminile è distorta, perché è l’ora di dire basta all’immagine che Berlusconi, con le sue televisioni, ha contribuito a dare della donna, perché i puttanesimi assortiti che si leggono sui giornali, che si vedono in televisione, degradano la donna fino a farne mero mercimonio.

Quindi, se non ho capito male, per contrastare la logica le donne che si mostrano, bisogna mostrare le donne.

Certo, non fa una grinza, è il solito, sciagurato e malaugurato conformismo dell’anticonformismo. Per cui chi non riesce ad avere uno spazio in TV può assicurarsi, grazie a “Repubblica”, un momento di notorietà sul web. Come quello che va al supermercato, vorrebbe comprarsi una macchina nuova e poi esce con un ventilatore.

Perché “Repubblica” vuole solo foto di donne, fateci caso. Nessun uomo (anche se volesse cedere in assoluta buona fede a uno di quegli attacchi di generosa partecipazione che vanno sotto il nome di “solidarietà” e che, come tali, non dovrebbero soffrire di sessismo) è ammesso a mettersi un post-it sulla bocca, o sul viso, o a pasticciare la propria foto con un programma di trattamento delle immagini, fosse solo per dire “Sono un uomo e dico basta insieme alle donne”.

L’importante è apparire, dunque, magari, con un po’ di fortuna, si potrà sempre trovare qualcuno che ti telefona, ti manda un SMS, o ti spedisce una mail per dirti che “mi sembra di averti vista su Repubblica, eri davvero tu?” e quella che risponde con falsa modestia “ma sì, ho partecipato solo per solidarietà, sai, non me ne frega nulla della notorietà di un momento” (bugia solenne).

Sono le stesse donne che quando tornano a casa accendono la TV sul “Grande Fratello” (che non è un programma intelligente, si sa, ma lo guardo per distrarmi, e poi sugli altri canali non c’è niente -e metterti un DVD no, vero??-) poi battono le mani davanti a “Ballarò” (finalmente una trasmissione imparziale e poi Crozza fa tanto ridere!), si commuovono per Saviano che interviene a un programma di Endemol e votano Partito Democratico che, infatti, non ha mai fatto niente per promuovere una legge sul conflitto di interesse per impedire a Berlusconi di conquistare un potere che non perderà nemmeno con le elezioni anticipate.
Poi alla fine della loro giornata vanno su Facebook.

Io sono un uomo e dico basta a queste iniziative di Repubblica, da “mandateci la vostra foto contro la censura sul web” a “vestitevi tutti con i calzini turchesi”, e sono con quelle donne che agiscono nel più totale anonimato, ogni giorno, che si fanno un culo così, che si svegliano e protestano con la loro vita, che fanno dell’indignazione la propria bandiera interiore, non l’occasione di un clic.

Mia moglie è indubbiamente una di queste. Ma sono certo che tra chi mi legge ce ne sono molte altre. Che sanno perfettamente che il re è nudo e fa parecchio schifo. E non ci voleva la Magistratura di Milano per farcelo capire.

Commenti

commenti

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

How to whitelist website on AdBlocker?

  • 1 Click on the AdBlock Plus icon on the top right corner of your browser
  • 2 Click on "Enabled on this site" from the AdBlock Plus option
  • 3 Refresh the page and start browsing the site