Intercettazioni: che ne parliamo a fare? La Signora Elena di Palermo a Radio Tre siamo noi

Parlare del maxiemendamento sulle intercettazioni e sulle conseguenze catastrofiche che potrebbe avere la sua approvazione in via definitiva alla Camera è una cosa che rompe parecchio i coglioni all’opinione pubblica.

Ma come, c’è il problema dell’economia, la gente perde il lavoro, Spagna e Germania stanno approntando dei piani di risanamento economico serio e noi dovremmo parlare di problemi reali, non di queste intercettazioni che riguardano solo una parte della popolazione.

E’ sconcertante, ma la gente la pensa così.

Ieri mattina al Filo Diretto della trasmissione "Prima Pagina" di Radio Tre una ascoltatrice, Elena da Palermo, è intervenuta (rappresentando, certamente, anche se a sua insaputa, una fetta di quella opinione pubblica che non vuole sentire e che rivendica l’esistenza di argomenti di maggiore interesse -e non si vede, però, come la libertà di pensiero e di espressione, la stessa che ha permesso alla signora Elena di Palermo di esprimere liberamente la sua perplessità e di esternare perfino il non condivisibile, non debba esserlo-.

Pensate che il giornalista (Andrea Romano) conduttore di turno ("Prima Pagina" cambia conduzione una volta alla settimana) sia intervenuto ad esprimere il suo civile dissenso dal civile ma non condivisibile intervento della Signora Elena di Palermo? Macché! Non si è dichiarato d’accordo, si è dichiarato "d’accordissimo" con abbondante spreco di superlativi.

Basta parlare di ciò che si può dire e di ciò che non si può dire, a chi interessa?

Beh, a noi interessa. Voi ascoltate l’intervento della Signora Elena e il successivo commento del giornalista, rabbrividite, e cercate di resistere, resistere, resistere…
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