Ingiusta la protesta contro la Cassazione e la sentenza sulla possibilita’ dei domiciliari per lo stupro di gruppo

Ed è ancora rabbia che si aggiunge al dolore.

La rabbia di chi manifesta contro la Corte di Cassazione per aver stabilito che le misure alternative alla carcerazione (come, ad esempio, la detenzione domiciliare), possano essere concesse anche in caso di gravi reati come lo stupro di gruppo.

In breve, le leggi italiane consentono le misure alternative alla custodia cautelare in carcere prima e alla detenzione dopo anche chi si sia macchiato di un crimine così grave.

Il movimento di protesta transpartitico va dal PD alla Mussolini alla Carfagna.

E c’è da chiedersi che cosa abbiano fatto la Carfagna quando era Ministro per le Pari Opportunità, o la Mussolini, o il PD per promuovere leggi più severe che escludessero l’applicazione di misure alternative come gli arresti domiciliari ai componenti del "branco".

E un neofemminismo facilotto e di maniera continua a sbagliare bersaglio, prendendosela con le toghe della Cassazione e non con un parlamento che non ha mai legiferato in maniera sufficiente ed efficace per proteggere le donne lasciando un vuoto normativo che non è certo compito della Cassazione colmare.

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