In lode e gloria della pasta liscia

Reading Time: < 1 minute

 410 total views,  1 views today

Allora, io AMO la pasta liscia, va bene?

In casa mia si usano, a titolo di esempio, SOLO penne lisce. Assolutamente NON rigate. Chi le vuole se le mangia, per chi non le vuole o non le apprezza sufficientemente, quella è la porta (ma un pezzo di formaggio lo si trova sempre). Non transigo su questo.

Non fidatevi di chi vi dice che le penne lisce sono migliori perché “tengono meglio il sugo”. E’ una balla colossale. Intanto perché la penna liscia, se trafilata al bronzo (bronzo ci vuole!!), è ruvidissima e il sugo lo trattiene molto bene. In secondo luogo perché le penne rigate, spesso trafilate con materiali di minore qualità, che non sono il bronzo, dànno notevoli problemi di cottura: la parte esterna (quella a immediato contatto con l’acqua bollente) rigata è molto più cotta della struttura interna della penna. Così, mordendole, le penne rigate fanno la pappa all’esterno e restano meno cotte all’interno.

E poi la tradizione della pasta italiana PURA è liscia. Deriva dallo zito (squisito formato napoletano) e lo zito non è mai rigato, nossignori. Avete mai mangiato i pàccheri? I pàccheri sono di una bontà e di una perfezione assolute. Eppure sono lisci. Avrete sicuramente deliziato il vostro palato con un piatto di bucatini all’amatriciana almeno una volta nella vita. Vi immaginate quando risucchiate il bucatino con la bocca, gustando il condimento che si è rifugiato nel buco al suo interno se doveste sentire il fastidio o la molestia di una rigatura? Assolutamente improponibile.

L’italiano VERO mangia pasta liscia. Il resto sono solo inutili e patetiche speculazioni. Ma gli conviene?