Il V-Day e il perbenismo dei media

Il V-Day di Beppe Grillo ha dovuto fare da damigella d’onore ai funerali di Luciano Pavarotti, evento mediatico più ghiotto e redditizio.
Diretta TV per le esequie del Maestro, primo piano per Bono, Jovanotti, Zeffirelli e compagnia cantante, pochissimi servizi, e per di più in differita, su migliaia di persone che scendevano in piazza per una proposta di legge.

Questa mattina l’evento è in prima pagina solo su "Repubblica" (che, però, ha già preannunciato l’uscita di un doppio CD Audio allegato al quotidiano, martedì prossimo, con tutte le operazioni discografiche nazional-popolari di Big Luciano, da "Vincerò!" (nessuno si ricorda più che la romanza si intitola anche "Nessun Dorma" ed è tratta dalla "Turandot" di Puccini, non importa che le cose vengano chiamate con il lor nome, importa che facciano piangere e svolazzare le Frecce Tricolori in cielo) a "O sole mio", da "E lucevan le stelle" alla "Mattinata" di Leoncavallo, e via chitarramandolinando.
Come dire, va bene la protesta popolare, ma non dimentichiamoci il vero motivo per cui andiamo in edicola.

Lo stanno ignorando, e quei pochi che lo apprezzano dimostrano un tiepido entusiasmo.
Cacciari e Michele Serra hanno parlato di "populismo" (il "populismo" è tutto quello che non ha nulla a che vedere con il "partitismo", è l’esatto opposto speculare del palazzo), Serra ha perfino scritto che "Vaffanculo" è una battuta più da Bagaglino che da Beppe Grillo.
Lo ha scritto lui, Michele Serra, che ha riempito di parolacce un supplemento osceno come "Cuore" facendolo passare per la vera satira della sinistra, il tutto appiccicato a "l’Unità", quotidiano che dell’idea del primo direttore (Antonio Gramsci) ha conservato solo il titolo.
Perché c’è pudore perfino nel pronunciare "Vaffanculo". I TG, quei pochissimi che se ne sono occupati, e non più di mezzo minuto nell’edizione principale, si sono fermati a un più impietosito "Vaffa", potere del pudore.

Qualcuno ha esposto un cartello con su scritto "Adesso ignorateci!"
Lo stanno facendo. A partire dai quotidiani. Questa mattina la versione web de "La Stampa" annunciava un contributo audio dal V-Day. Cliccandoci sopra si otteneva questo messaggio:

La signora Lucia Ricco, invece, lei, a firmare c’è andata. A 96 anni. E vaffanculo!

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