Il taglio del 75% al 5 per mille per le associazioni di volontariato

A volte, nel centellinare, vedere e rivedere le malefatte del Governo Berlusconi, mi chiedo se ci sia qualcosa che si sia salvato o che abbia anche vagamente un senso logico più o meno condivisibile.

Mi sono sempre detto che c’è uno straccio di legge sullo stalking e poi mi viene in mente che questa legge l’ha voluta la Carfagna e allora piango.

Questa mattina ho ascoltato una notizia che mi è parsa buona.

Che, naturalmente, come le "buone notizie" del Governo, è buona solo a metà, eprché nasconde una fregatura.

La lieta novella è che nella finanziaria è stato previsto un taglio del 75% dei fondi destinati alle Onlus, agli enti di volontariato, alle associazioni culturali, sportive e affini rispetto al 5 per mille sull’Irpef destinato loro dagli italiani.

Questa storia di poter destinare il 5 per mille sull’Irpef con una sola firma e inserendo il codice fiscale dell’associazione beneficiaria in un comodo riquadro della dichiarazione dei redditi, senza versare neppure una lira, non mi è mai andata giù, anche se, nel dubbio, ho sempre destinato il mio 5 per mille a un’associazione per la cura degli animali abbandonati e randagi, perché una ciotola di pappa da dare a chi non ha nessuna colpa (gli animali non hanno colpa se esiste il 5 per mille, l’associazionismo sì) vale molto di più di tutta la retorica e dei piagnistei versati dai volontari improvvisati a sostegno di questo o di quello.

Il 5 per mille è profondamente ingiusto, proprio perché non costa nulla.

Dà un senso profondo di potersela cavare con un codice fiscale e una firmetta, e voilà, qualcuno sarà contento, uno l’Irpef lo paga comunque, tanto vale far felici le vecchiettine dell’Associazione per la Conservazione della Venerata Reliquia di Santa Cunegonda.

E invece no, il volontariato, se vuole campare, deve farlo sulle sue stesse forze.

Se decido di fondare e di gestire una Onlus per la salvezza dell’orso marsicano (e vi assicuro che ce ne sarebbe solo un gran bisogno) o mi trovo i sostenitori attraverso delle donazioni, oppure chiudo, perché è segno che dell’orso marsicano non gliene frega una beneamata minchia a nessuno. Ora, è certamente riprovevole che la gente si disinteressi della sorte e dell’estinzione dell’orso marsicano, ma è indubbiamente altrettanto riprovevole che voglia occuparmene io, perché io non sono niente e nessuno per permettermi il lusso di diventare punto di riferimento dei bisogni dell’orso marsicano.

Il punto è sempre quello. Dove lo stato è carente, il privato si inserisce come una serpe, ponendosi come interfaccia tra i bisogni di chi è più debole e il dovere di chi è più forte e si deve occupare degli altri.

A quel punto gli interessi economici cominciano a farsi interessanti, ma ancora più interessanti sono le prospettive di sviluppo. Nulla di male in questo, ripeto, ma non c’è decisamente neanche nulla di bene.
Il punto è che i soldi sono facili, le donazioni liberali elargite sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi, il 5 per mille sull’Irpef è solo questione di avere un codice fiscale speciale, il più delle volte si tratta solo di anticipare qualche euro per l’atto costitutivo presso un notaio.

La stampa riferisce che il taglio previsto dall’attuale legge di bilancio (che prevede, appunto, che alle Onlus e alle associazioni sia riconosciuto solo un quarto del totale) lederebbe associazioni come "Medici senza Frontiere", "Emergency", "Croce Rossa", "Unicef" o le "Charitas" diocesane.
Nulla di più falso. Molte di queste associazioni hanno un bacino di volontariato e di sostenitori transnazionale, tre quarti del 5 per mille di alcuni contribuenti italiani sono una goccia nell’oceano.

Verranno giustamente cancellati i contributi ai suddetti furbacchioni dell’atto notarile, perché se credo in qualcosa, il minimo che io possa fare è pagare per quello in cui credo.

Il punto dolente è che i tre quarti tagliati saranno destinati a spese di difesa.
Dai furbacchioni del volontariato ai furbacchioni delle guerre, dunque, quasi una partita di giro che ha smascherato la grande presa in giro di chi si è spartito per anni la grande torta gratuita della firma del cinque per mille.

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Comments

  • Single a trent'anni  On 23 Novembre 2010 at 14:48

    Curiosità: dove hai trovato il riferimento che il 75% tagliato sarebbe andato alla difesa?

  • Valerio Di Stefano  On 23 Novembre 2010 at 15:20

    Lo ha riferito “Prima Pagina”, la rassega stampa di Radio Tre (prendendo la notizia da non ricondo dove…)

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