Il senso di Selvaggia Lucarelli per l’obbligo tamponale prossimo venturo

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Ecco, prendiamo Selvaggia Lucarelli, tanto per fare un esempio di quelli soliti.

Ha postato questo complicatissimo messaggio su Facebook in cui si dichiara dispostissima a mostrare l’esito del tampone qualora questo diventi un obbligo e qualora le sia richiesto per partecipare a eventi che siano determinati da una massiccia presenza di persone. Nulla di che, lodevole posizione, ma vorrei anche vedere il contrario.

Lei che aveva denominato qualche “no-vax” come “poltiglia verde”, lei che non voleva più partecipare a “Ballando sotto le stelle” (trasmissione notoriamente di ampio respiro culturale offerta del nostro servizio pubblico, e pagata coi NOSTRI soldi) perché c’era Mietta che aveva il Covid, si è trovata rincartapecorita e intricata nei fili della matassa della più complessa legislazione europea in materia di pandemia.

Pare, infatti, che sia prossimo il varo della normativa che impone, anche a chi si è vaccinato con tre dosi, il possesso e l’esibizione degli esiti del tampone rapido, per poter accedere una serie particolare di eventi, quasi tutti a carattere ludico o cultural-ricreativo.

Io personalmente ci provo un gusto che levàtevi. Persone come la Lucarelli, che rappresentano l’ala più intransigente del pensiero pro-vax, costrette a “cacciare” dal portafogli 15 euro a botta per partecipare alla presentazione dei loro stessi libri, a proiezioni di prima visione, a aperitivini di circostanza. Siccome io il tampone me lo sono pagato ogni 48 ore per poter LAVORARE (e non per andare a prendere lo Spritz), non vedo perché loro non possano fare altrettanto per attività alternative su cui, mi pare, la repubblica democratica italiana non si fonda.

Non si sa, inoltre quali teatri frequenti la Lucarelli, per pagare SOLO 10 euro di biglietto. Ma, a parte questo, ciò che appare assurdo è la retorica dei pro-vax che hanno usato argomentazioni assurde per sostenere le proprie posizioni. Come quella della patente, ve la ricordate? “Per guidare ci vuole la patente, non si vede perché certa gente non voglia vaccinarsi per lavorare!” A parte il fatto che avere la patente prevede l’acquisizione di certe nozioni teoriche e di una certa manualità, cosa che per il vccino non è prevista (non bisogna conoscere DNA e RNA per ricevere Pfizer), ma adesso che il tampone sarà obbligatorio in certi ambiti ristretti, cazzarola di Bhudda, lo vuoi fare o no?? E quando dicevano “Eh, ma i vaccini vanno fatti per senso civico, per mostrare un po’ di solidarietà nei confronti degli altri!” Gli altri?? C’è gente che se li mangerebbe vivi gli altri. Comunque, adesso, lorsignori facciano il favore di fare il sacrificio di farsi stantuffare il naso ogni qualvolta la loro vita sociale cozza con l’interesse dei singoli individui. O vogliono andare al cinema rischiando di infettare il vecchietto vicino di poltrona?

E’ gente così. Non gliene frega niente se da settembre un docente non vaccinato ha dovuto pagarsi un tampone ogni 48 ore, ma si lamentano che prossimamente i sanitari possano doverne esibire uno ogni quattro giorni.

Io lo dico sempre: io mi sono vaccinato per farmi i cazzi miei, e loro??

Tamponatevi sempre. Tamponatevi tutti. Tamponatevi e basta!