Il senso di Ludovica Di Ridolfi e di Open OnLine per i Simpson

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Ci sarebbe (e di fatto c’è) da parlare a lungo su cosa si intenda oggidì per essenzialità dell’informazione.

Ma devo prendere atto che sono vecchio e inadeguato. Finora ho chiamato “debunker” i cacciatori di bufale e notizie false. Pensavo di avere pagato il mio debito con la società usando un anglicismo di relativamente recente conio. Invece no. Si va verso il “fine pena mai” perché nel frattempo i debunker già riconosciuti dallo Stato si sono cambiati il nome. Ora si chiamano e si fanno chiamare “fact checker“. E sia, sono “out“, fuori commercio, fuori competizione. Mi rivenderanno ai remainders col 70% di sconto.

Il punto non è quello. Il punto è “quando una notizia si può chiamare notizia” e, di conseguenza, quando non lo è.

Mi viene in prezioso e provvidenziale soccorso un recente articolo di tale Ludovica Di Ridolfi, pubblicato su Open OnLine.

Segnala l’Autrice che “I Simpson non avevano predetto il vaiolo delle scimmie“. Nulla da dire, un’inchiestona.

Ora, io non ho mai guardato i Simpson, anzi, mi stanno cordialmente antipatici, li trovo sgradevoli e non credo meritino la mia attenzione. Ma so che c’è gente che pensa che questo cartone sia portatore di significati nascosti e financo profetici. Di sventura, naturalmente. Complottisti? Idioti? Non lo so. fatto sta che è così.

Mi chiedo che senso e quale utilità informativa abbia lo smontare una affermazione del genere. E’ utile? Costituisce un servizio ai lettori? Offre conoscenza fattiva e spendibile? A me non pare. Ma può darsi ch’io mi sbagli e che, al contrario, si tratti di un dato indispensabile alla cultura universale. Magari qualcuno lo infilerà in qualche enciclopedia, tra qualche anno. Wikipedia ci sta già pensando, ma, si sa, loro sono in “leggera” controtendenza.

Il fatto che una notizia sia in realtà una non-notizia, fa sì che anche il suo “fact checking” (visto?) lo diventi.

Su questa Signora so assai poco. Quel poco che so è che, ad esempio, non mi risulta dai risultati della consultazione on line sul registro dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, così come il suo vicedirettore David Puente:

Mi risulta che sia molto giovane e che si sia laureata con 110 e lode/110 (complimenti, ma non è la sola) in materie economiche e finanziarie. Ovviamente è su Facebook, Instagram e tutto quanto fa social. Perché se oggi non ci sei non fai “tendenza”, in un mondo in cui il valore di un lavoro o, peggio, di una persona, si misura in “like”, amici e followers.

Su Linkedin, o come cavolo si chiama, dice di essere una podcaster per Audible. Tanto piacere. Sono andato su audible.it e vi ho trovato questo:

Ma forse ho sbagliato io. In effetti la Signora ha linkato una pagina di amazon.co.uk. Allora sono andato a vedere quella risorsa, ho fatto una ricerca col suo nominativo (sapete, ho il vizio di controllare l’ovvio) e ho trovato questo:

C’è, sì, una stringa “Ridolfi” che corrisponde a uno dei criteri. Ma il lettore non è lei. Sbaglio? Forse sono stato maldestro io e mi dichiaro aperto fin d’ora alla possibilità di inserire rettifiche, precisazioni, commenti e rispondere a eventuali querele.

Insomma, ci si capisce ben poco. Se non che non è stata tutta colpa dei Simpsons.