Il senso di David Puente per i Maneskin e per le non-notizie

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Dunque, come sapete, David Puente mi ha bannato su Twitter e io non posso più vedere i suoi post. Allora, con la massima tranquillità, vediamo di che cosa si è occupato negli ultimi tempi, come abbiamo sempre fatto.

Non poteva non essere una ghiotta occasione quella dell’illazione sul conto di un componente del gruppo dei Maneskin (o come si scrive, tanto non ha importanza!) di aver assunto cocaina a un tavolo dell’Eurovisione dopo l’annuncio della vittoria dell’Italia a questa certamente imprescindibile kermesse canora.

Ora, un debunker dovrebbe occuparsi principalmente di smontare ed eventualmente confutare le NOTIZIE. Non i pettegolezzi, le insinuazioni, le illazioni, le maldicenze, le diffamazioni (per quelle ci pensano i giudici). Perché quella che riguardava questo sgradevole aspetto (sgradevole per chiunque, non solo per il solista dei Maleskin) era una NON-NOTIZIA. Non è vero che siccome un pettegolezzo di bassa lega viene pubblicato su un giornale francese e rilanciato da qualche agenzia di stampa diventa automaticamente una “notizia” o una “fake news”. Ci vogliono prima di tutto le fonti (vere o false che siano) e su QUELLE si può, eventualmente, dimostrare che una notizia è falsa, non certo sulle congetture, sui “sentito dire”, o sulle supposizioni personali. Tanto più se esternate sulla scia di un (ingiustificato) entusiasmo dell’opinione pubblica verso la vittoria del gruppo, entuasiasmo peraltro rientrato prontamente come un fuoco di paglia (chi ne parla più dei Maleskin e della loro canzonetta? Nessuno.)

David Puente, non avendo elementi da confutare (non certo per colpa sua, ovviamente, ma proprio perché nessuno aveva prove della accusa che stava portando avanti), dapprima ha scritto che per “sniffare” o “pippare” coca da quella distanza, il cantante avrebbe dovuto avere un naso da formichiere (“Accusano Damiano dei @thisismaneskin di “pippare cocaina” durante l’#Eurovision e in piena diretta TV, ma gli utenti non si rendono conto di un dettaglio: per arrivare al tavolo ci voleva un naso a formichiere! #maneskin”) e, successivamente, assume questa sua personalissima conclusione a valore di prova:

oltretutto mostrando un “meme” o, comunque, una elaborazione grafica di qualità incerta e sicuramente raffazzonata. Beh, ma così sono bravi tutti. Basta che qualcuno pensi qualcosa, la elabori graficamente, e quella è la prova? Sinceramente mi sembra un po’ pochino.

Comunque la vicenda è andata a finire bene, il cantante dei Maneskin è uscito pulito da ogni sospetto ma, soprattutto, da un test antidroga a cui si è volontariamente sottoposto. Quindi non per merito della demolizione di una non-notizia da parte di David Puente.

C’è anche un aspetto etico che mi preme sottolineare. Scrive Puente: “Damiano, però, è fortunato! Perché? Perché può rispondere con forza alle accuse! Al di là delle vittorie, lui come altri “Vip” ha una potenza di fuoco sui social e nei media che un “comune mortale” non può permettersi.”

E’ vero. Il cantante dei Maneskin (ma perché chiamarlo confidenzialmente per nome? Personalmente non ci sono mai andato a fare colazione insieme, but that’s another story) ha decisamente una visibilità diversa da quella di un “comune mortale” sui social media, in TV, alla radio, alle conferenze stampa e in ogni dove. Ma non è vero che anche un comune mortale non possa adeguatamente difendersi nelle sedi giudiziarie appropriate, se ritiene di aver subito un torto o se viene indagato perché sospettato di aver commesso un reato. No, questo proprio no. Perché non è sui social o sui media che ci si defende. Non è pilotando l’opinione pubblica che ci si fa giustizia, ma coi FATTI. E tenendo la schiena dritta, anche se qualcuno te la vuol schiacciare verso il basso. Le non-notizie lasciamole pure ai francesi. Che si incazzano, e le balle ancora gli girano.