Il senso del MOIGE per Lino Banfi

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Io, lo confesso, non ho una spiccata simpatia per il MOIGE (Movimento Italiano Genitori Onlus), Ma trovo che, questa volta, l’abbiamo imbroccata in pieno.

Hanno presentato una denuncia all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e al Comitato Tv Minori contro lo spot di TimVision in cui il nuovo testimonial Lino Banfi Lino Banfi pronunciava il suo storico “porca putténa”.

Sia chiaro, non è il mio bigottismo un po’ rétro che mi fa parlare. “Porca putténa” è un tormentone. Come “chézzo, raghézzi!”, come la “chépa” e tanti altri.

Abbiamo imparato ad ascoltarli da una quarantina d’anni a questa parte, in quei filmetti di serie B, poi diventati, non si sa bene perché, quasi dei “cult”, quella in cui l’insegnante era scuola col ripetente, la soldatessa in caserma, la casalinga con l’idraulico e viandare. Tette e culi in abbondanza, sesso con estrema moderazione. Poi Banfi si è rifatto un personaggio con Nonno Libero e anche quella è storia.

Ma se la metti in prima serata è vero che l’ascoltano anche i bambini. E i bambini son bambini. Si sa, ascoltano, assorbono come spugne, ripetono, riportano a scuola, ripropongono in maldestre imitazioni stilemi e tormentoni del vivere quotidiano. Hanno cinque (l’età di mia figlia), sei, sette, otto anni, mica di più. Ce li vedete? “La vuoi la mia merendina, porca putténa?” Oppure “Passami la gomma, chézzo!” “Raghézzi, quando suona la campanella che mi fa mèle la chépa?” Non è esattamente bellissimo.

Non è un attacco alla volgarità, è un attacco al cattivo gusto. E l’hanno spuntata.

Che, poi, voglio dire, è pur vero che i bambini ne sentono di tutti i colori. I più grandicelli hanno il cellulare, guardano i loro rapper preferiti su YouTube, che li rincoglioniscono di stronzate, hanno TicToc o come diavolo si scrive, fanno i balletti, gli interventi volgari, scorregge, rutti, ammiccamenti, qualcuna comincia già a mostrare il reggiseno, che voglio dire, vai a letto che domattina devi andare a scuola a studiare e hai ancora il latte sulla bocca, ma non li fermi mica, non li puoi fermare. Poi, più grandicelli ancora, passano su Instagram e lì è il delirio.

Se qualcuno ci sta attento non è mica una roba brutta. E stateci attenti anche voi. Porca putténa.