Il Papa va a Barcellona e i gay si baciano



Sua Santità il Papesio, augustamente Ponteficante, è sceso a Barcellona per conferire la dignità basilicale alla Sagrada Familia di Antoni Gaudì, che son più di cent’anni che dicono che devono finire di costruirla ed è ancora lì, con la sua parvenza di formicaio incrociato con l’immagine della sabbia bagnata che costituisce i castelli che fanno i bimbi al mare sulla battigia, insomma, a me il Modernismo un mi garba.

Sulla sua strada la Papamobile ha trovato un gruppo di 200 omosessuali che al passaggio dell’incontestabile ospite si sono dati un bacio.



Voglio dire, se in Spagna si possono sposare coppie dello stesso sesso, non sarà certo uno scandalo se si baciano in pubblico.

Ecco cos’ha la Spagna in più di noi. Le regioni a minoranza linguistica sono autonome, costituiscono una minietnìa a sé, i catalani sono anche spagnoli, ma sono, prima di tutto, catalani. Appunto. Come i galiziani e i baschi. Oddìo, lì c’è sempre stato qualche problemino, sarà che i baschi hanno resistito sul loro territorio che occupavano da prima che arrivassero gli indoeuropei, figuriamoci.

Gli spagnoli si riuniscono e contestano. O mettici un po’ un toppino.

Da noi, in Italia, probabilmente sarebbe stata anche possibile la presenza di 200 gay lungo il corteo papale. Purché afflitti dalla vergogna e intenti a fustigarsi per aggravare in questa vita il doloroso inferno che li attende nell’aldilà.

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