Il fuggitivo

C’è come un senso di nuovo, anzi, di antico sulla stampa di oggi. Il senso di metterci una pezza, di rigirare la frittata in  modo che la bruciatura informativa non si veda, chè non s’ha da vedere.

La notizia è che si sono lasciati scappare Dell’Utri. Punto, non c’è altro da dire. Hanno emesso un mandato di cattura perché  si era subodorato il pericolo di fuga ma lui alla fuga si era già dato, pare che si trovi in Guinea o da qualche altra parte,  fatto sta che se n’è andato anche perché aveva -si dice- qualcosa come due passaporti diplomatici.

Ora, come cavolo si fa a lasciare in mano a una persona che sta per essere giudicata in via definitiva dalla Cassazione per  reati di mafia (si aspetta la sentenza per martedì prossimo) qualcosa come due passaporti diplomatici?

Che, poi, ve la immaginate la notizia che ne sarebbe venuta fuori? “Arrestato Dell’Utri!”, coi soliti caratteri cubitali in  Arial all’ennesima potenza da Huffington Post.

Invece no. “Ce lo siamo fatti scappare, ci è sfumato da sotto le dita, abbiate pazienza, anzi, scusateci.” Ecco, magari le  scuse, quelle sì che sarebbero indispensabili. Perché uno si sente anche un gocciolino preso in giro con questa storia dei  passaporti diplomatici che, voglio dire, a me è scaduta la patente e se guido mi fanno il pelo e il contropelo.

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