Il flop del National Jukebox della Library of Congress

La Library of Congress ha messo in linea il National Jukebox, una raccolta di 10.000 file audio dichiarati e risalenti agli albori della registrazione audio e video, raccolta che indubbiamente costituisce un patrimonio di  eccezionale interesse a disposizione dei visitatori del sito.

Sembra una bella cosa, dunque, e a guardarla lo è, sito leggero, altamente "performante" (come dicono quelli che non sanno utilizzare espressioni come "funziona bene"), in grado di reggere un assalto iniziale di vastissime proporzioni quale quello che ha accolto il lancio dell’iniziativa, lettorino di file audio elegante, insomma, all’apparenza tutta roba da apprezzare.

Provate però a fare il download dei file. Non ce n’è possibilità.

Quindi, non solo il materiale, ancorché dichiaratamente per la maggior parte di pubblico dominio negli States, non può essere scaricato, ma non può nemmeno essere libero di circolare ulteriormente.

Il tutto sembra essere ascrivibile a un accrocchio di normative statunitensi. Si legge su http://blog.librarylaw.com/librarylaw/2011/05/the-national-jukebox-copyright-and-pre-1972-sound-recordings.html

"I’ve written in the past about the confused state of pre-1972 sound recordings and how many things that we think might be in the public domain (including Edison wax cylinders) may still be protected by state common law copyrights.  In this case, it would be easy to think that the recordings, most of which were made before 1923, would be in the public domain.  Certainly the sheet music, musical works, and spoken texts that are recorded have likely entered the public domain.  But the recordings themselves will remain protected by copyright until 2067 – even though they are in the public domain in most of the rest of the world, where a 50 year term for sound recordings is the norm."

e più avanti

"The continued copyright protection of these recordings has one obvious impact on the National Jukebox site: one cannot download copies of the recordings.  In spite of the fact that it has had a minimum of 85 years to exploit these recordings, Sony has, according to the LA Times, retained the rights to continue to commercialize them.  Apparently anything that the Library of Congress wants to do to preserve these recordings must be done with the permission of Sony."

In breve, quelle registrazioni sarebbero di pubblico dominio per la maggior parte dei paesi del mondo ma per gli Stati Uniti. Per cui se il server del NONNational Jukebox della Library of Congress fosse residente in un’altra nazione, chiunque potrebbe effettuare legittimamente il download di quelle opere.

Ma fatta la legge trovata la contraddizione. Il National Jukebox include alcune preziosissime registrazioni dall’archivio Berliner (praticamente le prime incisioni effettuate negli Stati Uniti). Blindatissime, guai a metterci le mani.
Guarda caso, però, all’indirizzo http://memory.loc.gov/ammem/berlhtml/berlreco.html  alcune di quelle registrazioni sono regolarmente reperibili.
Uno dirà: "Magari non fanno parte di quel gruppo di risorse su cui la Sony ha messo lo zampino". Appunto, e allora perché non fare una cernita tra cosa è scaricabile e cosa non lo è?

Per questi motivi il National Jukebox mi pare più un carrozzone poco fruibile dall’utente finale che una risorsa realmente a disposizione di tutti e, personalmente, non so proprio di che farmene. Dopo gli entusiasmi iniziali resterà lì a conservare cultura che nessuno potrà mai portare via con sé o condividere con altri. God bless the United States of America!

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