Il figlio di Selvaggia Lucarelli identificato dalla polizia

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Leon è il figlio 15enne di Selvaggia Lucarelli. La mia non simpatia verso la giornalista e show-girl è abbastanza nota, ma le colpe dei genitori non dovrebbero mai ricadere sui figli.

Se i figli hanno colpe, la cosa più giusta da fare è che se ne assumano la responsabilità diretta. E Leon, nell’ingenuità della sua adolescenza, ha contestato Salvini dandogli dell’omofobo e del razzista. Ora, indubbiamente Salvini una condanna per razzismo ce l’ha. Si tratta di una pena di 5700 euro per un coro contro i napoletani intonato alla Festa della Lega Nord a Pontida nel 2009.

La cosa è passata un po’ in sordina, perché la pena di cui si tratta è stata comminata mediante un decreto penale di condanna, senza passare per un vero e proprio processo penale. Non risulta che Salvini abbia fatto opposizione, come era suo diritto fare, né che abbia richiesto un processo o una condotta riparatoria del danno (cosa che avrebbe potuto estinguere il reato e, dunque, la condanna).

Ma si dà il caso che in Italia sia proibito dare del ladro al ladro, della puttana alla puttana, dell’omofobo all’omofobo, del razzista al razzista. Dunque, per le sue esternazioni, anche se profferite a voce bassa e senza aggressività, Leon è stato identificato dalla polizia.

Incontenibili i commenti sui social che condannano questa azione delle forze dell’ordine. Tutti a dire che se la sono presa con un ragazzino che ha espresso un’opinione. Ma “razzista e omofobo” non sono delle opinioni, anche se corrispondono a una verità giudiziaria, peraltro passata in giudicato senza un processo vero e proprio.

Mi dispiace, ma in Italia è così che si fa. Se partecipi a una manifestazione, ancorché pacifica, e trascendi nel linguaggio nei confronti di chiunque, il minimo che ti possa capitare è che la polizia ti chieda chi sei. Poi non succederà nulla, sei minorenne, e magari te la cavi con una rampogna del giudice e un periodo di messa in prova presso i servizi sociali (istituto previsto per i minori, ma anche per i maggiorenni), però intanto si sa chi sei. Chiedono i documenti anche a chi dorme nella macchina, figuriamoci a chi dà dell’omofobo e del razzista a un politico.

Ma poi, voglio dire, Salvini ha avuto ed ha procedimenti giudiziari per oltraggio a pubblico ufficiale, vilipendio delle istituzioni costituzionali, vilipendio alla magistratura, truffa per rimborsi elettorali, violazione del copyright, sequestro di persona, diffamazione e presunto uso illegittimo dei voli di stato, secondo quanto riporta il “casellario giudiziale” del leader della Lega pubblicato dall’implacabile Wikipedia, ti metti a dirgli che è un omofobo e un razzista?

La madre difende il figlio a spada tratta, in un articolo pubblicato su tpi.it:

“Leon si è difeso benissimo da solo, non è traumatizzato, non sta leggendo gli insulti sui social e non è permeabile all’odio leghista, ma una cosa è certa: cercare di intimidirlo, è stato squallido”.

e ancora

“Mio figlio ha espresso il suo desiderio di dirgli quello che pensa, quello di cui parla in casa, quello di cui discute con i suoi amici della scuola, alcuni dei quali vicini a famosi gruppi studenteschi di sinistra”

Bello di mammà’.

C’è da ricordare che, sempre secondo quanto afferma Wikipedia:

“Nel novembre 2016 (Selvaggia Lucarelli, ndr) viene condannata in primo grado per diffamazione dopo che nel 2010 aveva dichiarato che la vincitrice di Miss Lazio 2010 Alessia Mancini fosse transessuale.”

Un minore va tutelato. E lo si tutela identificandolo e segnalandolo per quello che ha fatto o che ha detto. Ed educandolo al principio costituzionale che ogni cittadino è uguale davanti alla legge.

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