Il feticismo dei giornalisti sulle ultime foto di Chiara Poggi

C’è del feticismo nella vicenda processuale che riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco.

Ma, tanto per cambiare, non si tratta del feticismo che riguarda le immagini rinvenute nel PC del presunto assassino Alberto Stasi, che fotografava piedi e scarpe di sconosciute col cellulare e salvava tutto il suo prezioso materiale iconografico in cartelle dai nomi più che eloquenti.

Il feticismo dell’informazione è quello della non-notizia, del bisogno disperato di riempire spazi web, pagine stampate, vuoti di pensiero, in occasione delle udienze per il rivio a giudizio dell’indagato.

Siccome l’unica notizia è che non ci sono notizie, allora la notizia si inventa, poco importa se è falsa anche lei.

E la notizia è che ci sono le ultime fotografie della povera vittima da commentare con morbosa ossessione giornalistica e da sbattere in prima pagina con commenti pietosi.

Sono solo fotografie, in realtà, e i giornalisti lo sanno bene. Ma ci mettono il carico da undici e quelli de "La Provincia Pavese" commentano così una delle immagini "provvidenzialmente" sfuggite alla pietà umana di chi dovrebbe detenerli (gli inquirenti): "Così appare la ragazza di Garlasco: dimagrita, aria pensieriosa, borsa a tracolla, jeans e maglia a righe."

Ma che razza di notizia è mai il fatto che una ragazza che sarebbe stata uccisa di lì a pochi giorni ha l’"aria pensierosa" e appare addirittura "dimagrita"?

Forse le foto a volte vengono male, o forse le persone dimagriscono, magari non hanno voglia di farsi fotografare, magari le altre foto non sono così "pensierose", magari era stanca, magari sì, si stava anche accorgendo di avere un fidanzato pirla, ma questo che cosa vuol dimostrare?

E che cos’altro si vuol dimostrare con il fatto che Stasi avesse il computer pieno di file porno e di scatti di estremità femminili? Che è un vizioso e un maiale? E va bene, e adesso che lo sappiamo, per Lorsignori dell’informazione cosa cambia, di grazia?

Dovrebbero dirci in base a quali elementi l’unico indagato della vicenda potrebbe essere colpevole o innocente. L’informazione è questa, punto. Basta. Nient’altro. Non si può insinuare che una persona è colpevole solo perché guardava i piedi delle donne e amava farne collezione per la sua personale perversione, o perché il golfino della vittima è a righe o perché negli ultimi tempi era dimagrita. Non sono dati, sono interpretazioni. Non è informazione, è pettegolezzo.

Ma finalmente l’opinione pubblica italiana da Grande Fratello che tutto vuol vedere sarà contenta.

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