Il fallimento delle Edizioni Dehoniane

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Ho saputo che le Edizioni Dehoniane di Bologna hanno dichiarato fallimento.

Per chi non lo sapesse, si tratta della casa editrice che pubblica la Bibbia di Gerusalemme, certamente la versione più autorevole e affidabile tra tutte quelle in commercio.

Si tratta di volumi che costano un putiferio di soldi perché hanno un valore enorme. Alla traduzione del testo hanno collaborato biblisti, italianisti, ebraisti, grecisti e perfino musicologi di indubbio spessore e di grande competenza (faccio un nome per tutti: Bruno Migliorini). Le note e le introduzioni sono accuratissime, i rimandi precisi, puntuali e pertinenti. Insomma, un’opera magistrale, realizzata da gente che si è fatta un culo così per decenni. E come fa a costare poco?

Oltre al loro titolo di punta, le Dehoniane erano anche specializzate nella pubblicazione di testi religiosi cattolici, e va beh, strategie editoriali, qualcuno bisognerà pure che li pubblichi.

Ma quello che mi chiedo è come diavolo si fa a fallire con la Bibbia. Voglio dire, è il best seller mondiale, è il libro più diffuso al mondo, il più letto, il più consultato, il più tradotto, il più venduto. E’ vero, ce ne sono a tonnellate di traduzioni della Bibbia, anctiche, moderne, interconfessionali, in lingua corrente, nuovi testamenti a piovere, di lusso, economiche, tascabili, c’è tutto quello che volete. Ma quando dài un’edizione di estrema qualità come la Bibbia di Gerusalemme, poi la gente la compra, altro che se la compra.

Insomma, ci sono rimasto di melma.

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