Il Copyright di Stato

I siti delle istituzioni (Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Ministeri e quant’altro) emettono, come è logico, comunicati stampa e di altro genere, di pubblico interesse (o presupposto tale).

Visto che si tratta di materiale di pubblico interesse, ci si aspetterebbe che fosse il più possibile libero di circolare, dal punto di vista dell’ossequio delle leggi sul diritto d’autore.

E invece no. E invece ognuno fa a modo suo.

Se andate alla voce “Note Legali” di Camera, Senato e Presidenza della Repubblica leggerete che il materiale è di esclusiva proprietà delle rispettive istituzioni (e fin qui nulla di strano) e che se ne concede l’uso in ossequio alla libertà di informazione (cioè quella di informare e di essere informati) a patto che vengano riprodotti integralmente e con l’indicazione della fonte. Mi sembra ragionevole.

Poi vado sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri e leggo:

“I contenuti del sito – codice di script, grafica, testi, tabelle, immagini, suoni, e ogni altra informazione disponibile in qualunque forma – sono protetti ai sensi della normativa in tema di opere dell’ingegno. Ogni prodotto o società menzionati in questo sito sono marchi dei rispettivi proprietari o titolari e possono essere protetti da brevetti e/o copyright concessi o registrati dalle autorità preposte. Per fini di lucro è consentito utilizzare, copiare e distribuire i documenti e le relative immagini disponibili su questo sito solo dietro permesso scritto (o egualmente valido a fini legali) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fatte salve eventuali spettanze di diritto. Le note di copyright, gli autori ove indicati o la fonte stessa devono in tutti i casi essere citati nelle pubblicazioni in qualunque forma realizzate e diffuse.”

E questo è tutto. Quindi ne deduco che io non posso farci niente, visto che NON ho iniziative “per fini di lucro”. Dunque non posso ripubblicare NULLA sul mio blog, perché l’avvertimento parla chiaro. Se ci lucri sopra basta che tu chieda l’autorizzazione. Se non ci lucri sopra non ci sono istruzioni che ti permettano di intravedere uno spiraglio per procedere nella (re)distribuzione dei loro contenuti. Che, lo ripeto, sono contenuti di pubblico interesse.

Va meglio al Ministero dell’Interno. I suoi contenuti sono rilasciati con licenza Creative Commons. E il Governo (da cui, se non sbaglio – e non sbaglio- dipende il Ministero dell’Interno) non ci poteva pensare prima?

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