Il comunicato stampa della Procura della Repubblica di Torino sulle anticipazioni delle notizie a mezzo Twitter da parte del Ministro Salvini

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PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE DI TORINO

Su modalità e tempistica di comunicazione del Ministro dell’Interno in relazione ad “operazioni in corso”

COMUNICATO STAMPA (Torino, 4 dicembre 2018)

All’inizio della mattinata odierna il Ministro dell’Interno ha diffuso un tweet in cui, facendo seguito ad altro precedente afferma “…non solo, anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla Polizia” facendo seguire riferimenti ad arresti avvenuti altrove.

In relazione ai soli fatti di Torino, il Procuratore della Repubblica osserva che, al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione:

  • è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi ai danni del buon esito della stessa;
  • la polizia giudiziaria non ha fermato “15 mafiosi nigeriani”, ma sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della DDA di questo ufficio, dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torino. Il provvedimento restrittivo non prevede per tutti gli indagati la contestaione della violazione dell’art. 416 bis c.p.;
  • coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15 e le ricerche di coloro che non sono stati arrestati è (sic!) ancora in corso.

La diffusione della notizia contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di Polizia Giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione delle notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato.

Ci si augura che, per il futuro, il Ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie.

Allo stato non si ritiene di poter fornire altre informazioni sulle indagini in corso.

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