Il blog di valeriodistefano.com sta per chiudere

Questo blog chiuderà, con ogni probabilità, a settembre.

O forse a ottobre. Quando, cioè, il caldo infernale avrà allentato la morsa, e il mondo apparirà perfino bello, nelle sue manifestazioni naturali. Quando la gente sarà tornata alla normalità, e quando i lidi sul lungomare avranno smesso di diffondere musica a tutto volume, abbassando le serrande e chiudendo gli ultimi ombrelloni, facendo la manuntenzione al frigorifero dei gelati perché “l’inverno è lungo, resta tutto chiuso e non si sa mai come ci si ritrova alla riapertura”.

Questo blog chiuderà, salvo improbabili imprevisti dell’ultim’ora, quando si assaggerà il vino nuovo. O quando lo si vendemmierà.

Non chiuderà, sia chiaro, per cazzate pretestuose o chissà quali altri clamori.

Chiuderà perché sarà stata approvata la cosiddetta “legge Bavaglio”, nel testo che sta per essere discusso e approvato definitivamente alla Camera dei Deputati, che ha ridato alla casta dei giornalisti ampia facoltà di pubblicazione delle intercettazioni, sia pure per riassunto, ma ha lasciato inalterato per i blogger e, più in generale, per i gestori di qualsivoglia sito web, l’obbligo di rettifica entro 48 ore dalla comunicazione della richiesta da parte di chi ne abbia interesse.

Il blog sarà, dunque, inaccessibile nella pressoché totalità dei suoi contenuti a partire da alcune ore prima dell’entrata in vigore della legge.

Il gioco al massacro che si sta consumando in questi giorni nella Commissione, presieduta da Giulia Bongiorno, che “permette di pubblicare le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini, passata anche con i voti del Pd e dell’Udc” (Repubblica), e che si consumerà dopo l’estate nelle aule di Palazzo Madama e di Montecitorio salva la stampa di regime e sacrifica i blogger. Salvaguarda, dunque, i grandi gruppi editoriali, finanziati con un enorme gettito pubblico (unico caso in Europa, in cui i giornali, se vogliono sopravvivere devono vendere copie) e strangola l’informazione dal basso e la libertà dei cittadini di esprimere le loro opinioni anche e soprattutto in senso critico.

Basterà scrivere di chiunque per vedersi recapitare una richiesta di rettifica (intanto l’interessato ci prova, poi si vedrà…), magari durante le vacanze, o un ponte lungo, o un fine settimana. Dal venerdì pomeriggio alla domenica sera sono giusto più di 48 ore. Se la rettifica non comparirà, si spalancheranno le sanzioni pecuniarie per i blogger: fino a 12500 euro.

Non sono i soldi da scucire a spaventare, quelli, tutt’al più, fanno girare i coglioni.

Quello che preoccupa, e seriamente, è che chiunque, in qualunque momento, può mettere in ginocchio un blogger, una associazione, un sito web, si chiami pure laRepubblica.it o PincoPalloBlog.com.

Se uno scrive una frase tipo “Lo scrittore XY è uscito dall’anonimato con un romanzo intitolato etc… etc…”, lo scrittore XY può chiedere una rettifica che chiarisca che lui non era nell’anonimato, ma che era conosciuto per aver pubblicato altri romanzi, sia pure da una cerchia di pochi lettori, dunque non era affatto “anonimo”. Una rettifica “innocua”, come si vede. Ma che se non pubblicata entro 48 ore potrebbe portare il blogger a pagare una cifra elevata. Che potrebbe essere una bazzecola per il sito del quotidiano nazionale, ma creare problemi a una famiglia con il mutuo da pagare in cui uno dei membri (marito, moglie o figlio a carico) tenga un blog di informazione, divertimento o perché, si veda il caso, ha deciso di raccontare un po’ di cazzi suoi all’universo mondo.

Da qui al ricatto il passo è brevissimo, è chiaro che se voglio fare del male a qualcuno, se ho un blogger che vedo come “nemico” o che mi vede come tale, se decido di mettermici di santa pazienza con due o tre colpi del genere una persona la mando in rovina. Magari mandandogli la richiesta di rettifica la notte di Natale, o a San Silvestro, o a Ferragosto.

E non è che io non sia disposto, si badi bene, ad andare in rovina per la mia libertà di espressione. Non sono, più semplicemente, disposto a scrivere sapendo che dall’altra parte mi viene puntato un potenziale coltello contro: “o pubblichi questa rettifica [sostanzialmente “O scrivi quello che voglio io] o affondo la lama…”

Se, dunque, per valeriodistefano.com le cose si mettono male, non c’è da illudersi, gli altri stanno molto, ma molto, ma molto peggio.

E non c’è nemmeno da sperare nell’intervento dei Finiani e del Presidente della Repubblica. Loro non ci aiuteranno mai. E nessuno andrà a tapparsi la bocca coi postit per un blog. O mille.


Questo articolo è stato pubblicato in prima stesura nel pomeriggio del 23 luglio 2010. Sarà pubblicato sulla Home Page del blog in prima posizione fino alla pubblicazione della cosiddetta “Legge Bavaglio” sulla Gazzetta Ufficiale e alla sua successiva entrata in vigore. Fino a quella data, tutti i post successivi saranno “logisticamente” posti in secondo piano. Dopo tale data, invece… beh, non ci sarà più bisogno di questo post, né di questo blog.

18 Views

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.