I “no!” che aiutano a crescere: alla cassa del supermercato

Interno supermercato, zona casse. Sullo sfondo della cassa si distribuiscono copie gratuite de "Il Tempo", quotidiano notoriamente non schierato.
Sono in fila con un solo articolo. Prima di me hanno pagato tre persone.
Tocca a me.
Entra una donna.

DONNA: Scusi, ho comprato questo articolo ma mi è stato addebitato un prezzo evidentemente sproporzionato.
CASSIERE: Vediamo… eh, sì, Lei ha comprato una sola bottiglia e le è stata addebitata erroneamente la confezione da quattro.
DONNA (a me e alla signora dietro di me nella fila, con bambino in braccio e carrello pieno):  …io c’ero da prima…
IO (con finta espressione stupefatta): Veramente adesso tocca a me, dov’era lei prima?
DONNA: Sono venuta alle quattro e ora devo prendere un buono sconto, ho fretta, sa??
SIGNORA COL BAMBINO: Abbiamo tutti fretta!
DONNA (evidentemente ignorando le lamentele): …
IO:  Signora, le sembra normale un atteggiamento di questo genere?
DONNA (continuando a ignorare le lamentele): …
IO: Signora, Le ho fatto una domanda…
DONNA: Io ho fretta, ho famiglia, cosa dovrei fare secondo Lei?
IO: Faccia quello che secondo lei è più rispettoso per gli altri.
CASSIERE (rivolgendosi a me): Posso far passare la signora prima di lei? (**)
IO: No!

Una commessa che ha osservato la scena mi rivolge uno sguardo di complicità.

(*) Perché di controllare lo scontrino al momento di pagare non se ne parla, vero?
(**) Bravo, bella mossa.
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