I Måneskin, Alice e Coraline

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Alice soffre di anoressia nervosa da sette anni. E’ ricoverata in una struttura. Il 23 giugno scorso ha avuto il permesso di uscire per assistere a un concerto dei Måneskin o come cazzo si scrive, accidenti anche al pallino sulla a.

Ha annunciato il suo entusiasmo sui social:

“Mi chiamo Alice, soffro di anoressia nervosa dal 2015. Sono tutt’ora ricoverata in una struttura, ma il 23 giugno uscirò in permesso per andare al concerto dei Maneskin che mi hanno aiutata tanto. Avrò il più gold, tenterò la prima fila”.

Al concerto ha portato con sé un cartello:

“Sono stata Coraline per 7 anni, ora grazie anche a voi sono di nuovo Alice”

Era un ringraziamento. Voleva far partecipi i componenti della sua band preferita del fatto che anche grazie alla loro musica (sic) è riuscita ad affrontare la malattia.

Dal palco, pare che Damiano le abbia lanciato un’occhiataccia. O, comunque, un’espressione di dsapprovazione.

La ragazza, che si è giustamente sentita incompresa, ha rilanciato su Twitter:

“Sono la ragazza col cartellone di Coraline, so bene che l’hai letto… volevo chiederti scusa se ti ho ferito in qualche modo, visto la tua reazione brusca. Forse ho avuto aspettative troppo alte, ma sono uscita dall’ospedale apposta per voi e che ne so, un saluto”.

Ed è meraviglioso quel “che ne so?” Ed è straordinario il suo chiedere scusa. Una ragazza con patologie, che esce dall’ospedale solo per vedere e applaudire il suo idolo, gli regala una dimostrazione di affetto e di gratitudine e poi gli chiede anche scusa per averlo in un qualche modo ferito.

E lui? Un altro tweet:

“Scusa per l’occhiataccia, non era mia intenzione. Grazie di essere venuta”

Qualche carattere dal cellulare e una cuoricinatura non si negano a nessuno, in fondo. Soprattutto se c’è da rimediare a uno svarione.

Grazie ad Alice di non essere fuori di testa. ma, soprattutto, diversa da loro.