I fucili del Sciur Umbert

Dire che Bossi mi sta antipatico è una tautologia.

Ci gode proprio a rendersi nemica la maggior parte dell’opinione pubblica e a confinarsi nel partitello-ombra di Berlusconi a riempire le ampolle con le acque del Po.

E stavolta ha detto che se non cambiano le schede, lui e i suoi imbracciano i fucili.

Certo, a sentire le "sparate", trattandosi di fucili, c’è solo di che non stupirsi.

Ma soprattutto a questo signore che dall’alto della sua età e della sua emiparesi gioca ancora ai soldatini, c’è poco da prestare attenzione.
Umberto Bossi nel 2001 è stato condannato dal giudice di Cantù a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, per vilipendio della bandiera tricolore, sei mesi in meno rispetto alle richieste del pm Claudio Galoppi.
La sentenza è stata resa definitiva dalla Corte di Cassazione e il Senatùr, che qui vediamo inquadrato in una delle sue pose migliori, è stato condannato definitivamente a 3000 euro di multa perché voleva usare la bandiera come carta igienica.

Quello che, forse, non è mai stato detto, è che i giudici della cassazione hanno revocato la sospensione condizionale della pena, quindi i danè, il coso lì, il Bossi, li deve tirare fuori e sull’unghia.

Nel 1994 aveva ammesso di aver ricevuto una tangente dalla Montedison, e si è beccato altri 8 mesi dalla Cassazione per finanziamento illecito ai partiti.

Tra meno di una settimana sarà ministro della Repubblica nel Governo Berlusconi.

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