I diffamatori di Facebook minacciano querela

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Allora.

Un signore che mi ha denigrato su Facebook, e di cui taccio il nome per opportunità (ci sono delle indagini in corso), mi ha preannunciato denuncia presso la Polizia Postale e presso il Garante della Privacy perché, a suo dire, avrei diffuso i suoi “dati sensibili”.

I dati lamentati riguardavano la sua attività professionale (presente e pregressa) e quella di volontariato. E NON sono dati sensibili.

I dati sensibili sono quelli che afferiscono, ad esempio, allo stato di salute, ai gusti e alle inclinazioni sessuali, al credo politico, filosofico o religioso.

I dati in questione, inoltre, sono reperibili in rete da chiunque lo desideri e abbia voglia di spendere 5 minuti (non di più) del proprio tempo in una ricerca su Google.

In rete è inoltre reperibile la sua data di nascita (unitamente alla sua località di residenza), presente in un elenco di affiliati alla massoneria italiana, anch’esso reperibile da CHIUNQUE.

Se MAI dovrò rispondere di questo, lo farò SOLO ed ESCLUSIVAMENTE davanti al Pubblico Ministero e ai Giudici di merito, ai quali fornirò volentieri tutta la documentazione in mio possesso. Non certo davanti a lui.

Tanto vi dovevo.